Barriere invalicabili per gli studenti con disabilità, ma chi sono i responsabili?

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I dati Istat parlano chiaro: barriere invalicabili per gli studenti con disabilità, ma chi sono i responsabili?

A rendere più complesse le problematiche di ordine scolastico dovute alle limitazioni che il Covid-19 ha apportato alla quotidianità degli studenti, sono sicuramente alcuni rompicapo logistici legati alla scuola dal punto di vista edilizio. Sembra quasi infatti, per un crudele scherzo del destino, che la maggior parte degli edifici scolastici esistenti sul territorio italiano, siano stati progettati ignorando le esigenze ed al contempo le difficoltà di studenti con disabilità più o meno complesse. Queste inosservanze di tipologia strutturale hanno un impatto fortissimo dal punto di vista psicologico: normalizzando le limitazioni degli studenti disabili si acuisce in loro un profondo senso di inadeguatezza e si alimentano oltremodo le già evidenti disparità che il contesto scolastico da sempre si propone di alleviare. A confermare il bisogno di una risoluzione immediata di tale situazione iniqua è l’Istat con il Report “L’inclusione scolastica degli alunni con disabilità”. Dati controversi rivelano che in Italia una scuola su tre corrisponde alle esigenze di alunni con disabilità motorie: ci sono ancora troppe strutture scolastiche colme di barriere che si mostrano un limite tanto fisico quanto mentale per studenti con difficoltà. La situazione appare leggermente più semplice in Nord Italia dove il 36 % delle scuole è a norma, rendendosi più complessa al Centro (27% di scuole a norma) e peggiorando drasticamente al Sud. Purtroppo la Campania registra soltanto il 21% di scuole adatte ad ospitare studenti con disabilità. Quali sono le barriere fisiche più impellenti per studenti di questa tipologia? Se parliamo di problematiche motorie il limite più lampante è sicuramente la mancanza di ascensore in una percentuale del 44 %.

Ogni scuola dovrebbe inoltre avere dei bagni a norma, agevolando i soggetti nel mantenimento di una certa autonomia, soprattutto per quanto concerne la sfera intima. Ebbene il 26 % delle strutture scolastiche mancano di bagni adeguati. Il servoscala, ossia la piattaforma che si accosta alle scale favorendo salita e discesa, è assente nel 25 % dei casi. Non bisogna poi sottovalutare i dati relative alle disabilità di natura sensoriale: appena il 2% delle scuole italiane offre tutto il materiale percettivo di supporto. Sebbene i dati Istat siano chiarificatori di un’arretratezza lampante delle strutture, prima di trarre avventate conclusioni è necessario scrutare il problema nelle sue origini. La responsabilità di questa noncuranza non è da attribuire ai dirigenti scolastici, nè tantomeno ai docenti ed all’intero personale. L’istituzione scolastica nella sua totalità è il primo capro espiatorio di un sistema politico in crisi. Il governo infatti, che opera di anno in anno tagli sui fondi economici, elargisce alla scuola somme sempre più limitate se rapportate ai problemi da risolvere ed alle necessarie modernizzazioni da attuare. Il personale scolastico di tutta risposta è costretto ad adeguarsi e paga lo scotto di questa ingiustizia, tanto quanto gli studenti. La scuola si impegna comunque a colmare, con I limitati mezzi a disposizione, lacune insormontabili, cercando di assicurarsi che l’arretratezza nelle strutture non sia fonte di un disagio tanto personale quanto sociale, soprattutto per soggetti portatori di disabilità. I docenti in primis si impegnano nello ‘svecchiamento’ della classica ottica denigratoria nella quale la scuola appare come un ambiente darwiniano in cui progredisce solamente chi si adatta per sua natura alle caratteristiche ambientali. Un concetto primitivo e controproducente: la scuola dovrebbe essere un luogo in cui tutti gli individui sperimentano l’autonomia nell’esprimersi e nell’apprendere nutrendo al contempo fiducia nel contesto circostante. E tali pratiche non sono privilegi, bensì diritti che spettano ad ogni tipologia di studente. Urge dare priorità alla risoluzione delle falle nel sistema scolastico, e tra queste all’abolizione delle barriere architettoniche, restituendo a quella fetta di studenti portatori di handicap la dignità che ogni giorno  sentono scivolare dalle proprie mani, quella stessa dignità che la fiducia verso la cultura potrebbe restituire.

di Viviana Piscitelli

 

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