Barrafranca, la villa confiscata alla mafia diventa un hub vaccinale

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Da lunedì si riapriranno le porte della villa confiscata alla mafia, per intensificare la campagna vaccinale. Siamo nel comune ennese di Barrafranca, zona arancione per i tanti contagi.

La villa lussuosa di mille e duecento metri quadrati confiscata nel 2006 e assegnata al comune, dove viveva Raffaele Bevilacqua, condannato all’ergastolo per omicidio, tra pochi giorni diventerà un hub vaccinale, anche in adesione all’esigenza manifestata dalla Regione Sicilia di intensificare il piano vaccinale, previo screening della popolazione che ancora non ha ricevuto nessuna dose.

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Il fatto che questo bene verrà finalmente utilizzato, è una grande rinascita ma, allo stesso tempo, un’ulteriore sconfitta per un boss che finora ha visto il suo bene sequestrato, confiscato ma mai utilizzato. Nelle stanze della villa del vecchio capomafia saranno somministrate dosi di vaccino ai cittadini del comune in provincia di Enna, zona arancione per l’alto numero di positivi al Covid. Ma, in un primo momento, con decreto del 16 aprile 2021, il Presidente della Repubblica aveva affidato per 18 mesi la gestione del Comune alla Commissione prefettizia attualmente operante, all’esito dell’azione ispettiva della Commissione di accesso che ha concluso la propria attività di verifica con il deposito di una corposa relazione finale, dalla cui analisi il Prefetto di Enna ha consegnato nelle mani del Signor Ministro dell’Interno una motivata proposta di scioglimento degli organi comunali elettivi.

Dallo studio delle risultanze è emerso uno scenario di relazioni e connivenze tra i vertici dell’amministrazione comunale e la storica famiglia dei Bevilacqua, che di fatto continuava a condizionare la gestione della cosa pubblica orientandola a fini privati e illeciti. Invero, è emersa l’inerzia dell’Amministrazione comunale e dei funzionari incaricati nella gestione dell’immobile e nella stesura della documentazione essenziale alla realizzazione del progetto Casa di Accoglienza per donne vittime di violenza, nonostante fossero stati addirittura portati a termine i lavori di ristrutturazione il 28 aprile 2016, con una spesa di € 600.000,00, sostenuta con accesso a fondi pubblici.

Il Prefetto di Enna, fin dal primo momento, ha agevolato un’intesa con Istituzioni e operatori del Terzo Settore per riconvertire a fini leciti l’impiego dell’immobile confiscato. Così, in attesa della pubblicazione del bando per la destinazione a fini sociali del bene,  le presenze istituzionali hanno fortemente voluto destinare momentaneamente il bene ad un centro vaccinale proprio in un momento di emergenza per il comune di Barrafranca.

di Grazia Sposito

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