Bari, processati 28 militanti fascisti di Casapound

Informareonline-Bari

Il Comune di Bari si costituirà parte civile nel processo a 28 presunti militanti di CasaPound accusati di riorganizzazione di partito fascista, usando – secondo la pubblica accusa – “il metodo squadrista come strumento di partecipazione politica”.

Data la violazione degli articoli 1 e 5 della legge Scelba (645/1952), i 28 imputati saranno processati a partire dal 23 marzo 2020 dal Tribunale di Bari “per aver partecipato a pubbliche riunioni, compiendo manifestazioni usuali del disciolto partito fascista”. La Procura contesta a dieci di loro anche il reato di lesioni personali aggravate.
Il procedimento nasce dall’aggressione avvenuta il 21 settembre 2018 nel quartiere Libertà di Bari nei confronti di un gruppo di manifestanti antifascisti.
Cosa successe il 21 Settembre?
Riavvolgiamo il nastro: 300 persone il 21 settembre di due anni fa sfilavano per le vie del centro di Bari per protestare contro le politiche dell’allora governo Lega – 5 Stelle e del ministro dell’Interno Matteo Salvini.
Alla manifestazione avevano aderito comitati riuniti nella rete «Mai con Salvini».
Il corteo era partito da piazza Umberto ed era diretto a piazza Redentore attraversando le strade del rione Libertà.
Le due vittime avevano ferite al volto e alla testa ed erano state dimesse dopo le prime cure al Policlinico di Bari e alla Mater Dei. Uno di loro aveva perso i sensi prima dell’arrivo dei soccorsi. Al corteo era presente anche l’ex europarlamentare Eleonora Forenza (Potere al Popolo).
I militanti di Casapound accusavano di provocazione il corteo antifascista. Gli isolati attorno alla sede del movimento di estrema destra erano presidiati dalle camionette della polizia fin dal pomeriggio, proprio per prevenire eventuali momenti di tensione, altro scenario ambiguo della vicenda.
Ai manifestanti non era stato neppure consentito di passare in corteo da quella via, deviando il percorso. L’aggressione, però, è avvenuta quando la manifestazione era ormai terminata.
In tutto ciò, la Questura di Bari aveva anche avviato un procedimento disciplinare nei confronti di un poliziotto che sotto il link di un articolo relativo all’aggressione da parte di militanti di CasaPound, aveva commentato su Facebook: “Ma quanto sto godendooooo…?”
Ricordiamo le dichiarazioni dei fascisti… 
A due anni dai fatti e dopo aver violato come suddetto gli articoli 1 e 5 della legge Scelba, ricordiamo ancora le parole dei militanti di Casapound: “Quello di cui possono accusarci è solo di aver difeso il nostro diritto a esistere di fronte a chi ci vorrebbe cancellare dalla faccia della terra”.
Il fascismo è reato, questa è l’unica certezza. Lo Stato, con tutti i suoi mezzi, non può che stroncarlo.
di Matteo Giacca
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