#Bagnolispot: un riflettore sull’arte all’ombra dell’ItalSider

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Giovedì 18 luglio dalle ore 21.00 è stato proiettato in anteprima, nella cornice dell’ex base NATO di Bagnoli, #Bagnolispot – Il Film, progetto promosso dagli Hermanos Virtuoso Guitar Trio (Francesco Cavaliere, Nico Di Battista e Max Puglia) e diretto da quest’ultimo. Questo gruppo di chitarristi, formatosi da sei anni, si è esibito in più di 200 serate lungo tutto lo Stivale. 

Il docufilm ha lo scopo, come sostiene il regista, di “partire da uno spot diverso da temi come il nonlavoro, l’emergenza ambientale e la bonifica, di cui già si parla spesso: parlare di Bagnoli, quindi, attraverso il bello, l’arte, attraverso tanti artisti che hanno fatto e fanno ancora tanto per essa”. 

Si instaura, sin dai primi minuti della proiezione, un parallelismo consapevole tra il quartiere di Bagnoli e l’isola di Cuba, rafforzato dalle musiche tratte dall’esibizione del trio al Bologna Jazz Festival 2017 insieme a Horacio “El Negro” Hernandez, percussionista cubano plurivincitore ai Grammy Awards.

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I due luoghi diventano uniti nella comune tradizione proletaria nella stessa volontà di affrontare le difficoltà legate alla povertà attraverso la cultura e l’arte. 

Accompagnate da questi intermezzi, scorrono le varie interviste a illustri bagnolesi, distintisi nel campo della musica, come Edoardo Bennato, Marco Zurzolo e Carlo Faiello; nel campo dello spettacolo, come Nando Paone e Gianfranco Gallo; in quello dell’enogastronomia, come Salvatore Esposito del “Live Music Club Vineapolis”; oltre ai protagonisti delle sale di registrazione e delle scuole musicali, come la “RR Sound”, la “New Reella “Jamesession e “Acustica On Line”. 

Il film, attraverso le parole degli intervistati, permette un salto nella Bagnoli degli anni ’70 e ’80, fatto di aneddoti, spesso legati al mondo dell’ItalSider e anche alla stessa Base NATO, che permetteva agli artisti il contatto con le realtà più all’avanguardia della musica d’oltreoceano. Più in generale, è stato interessante rilevare come la musica e l’arte abbiano costituito per il quartiere un fil rouge per mezzo del quale tutti questi artisti sono legati. 

Max Puglia, infatti, ci ha raccontato così della nascita dell’Hermanos Virtuoso Guitar Trio: “Dopo varie esperienze personali, io e altri due artisti di flamenco e di latin jazz (Nico Di Battista e Francesco Cavaliere, ndr) ci siamo accorti di avere un background comune, soprattutto per l’influenza di due musicisti di riferimento: Lello Spasari e Gino Evangelista”. 

Dopo la fine della proiezione, sono intervenuti nel dibattitomoderato da Giuseppe Borrone – responsabile artistico della rassegna di cinema d’autore della multisala La Perla di Napoli -, Carlo Faiello, Nando Paone, Marco Zurzolo e il regista Max Puglia. 

A conclusione della serata, l’attore napoletano Patrizio Rispo ha omaggiato la memoria di Andrea Camilleri e Luciano De Crescenzo, recentemente scomparsi. 

Specularmente a questo percorso all’indietro, abbiamo chiesto al regista di indicarci quali sono gli artisti emergenti e le nuove prospettive artistiche del quartiere di Bagnoli: “Più che dei singoli, parlerei dei generi” ci ha risposto. Mi sono accorto che, insieme con l’ondata di nuovi cantautori, ci sono delle altre realtà che stanno camminando parallelamente, ed è presente una scuola chitarristica nuova che vuole dire la sua. Con il Bagnoli Jazz Festival già da sette anni, abbiamo abituato il quartiere ad una musica differente e le numerose presenze ci danno ragione. Bagnoli, come Barra e Ponticelliè un quartierefrontiera e la vena artistica è la prima valvola di sfogo che esce dalla sofferenza”. 

La cultura di questo storico quartiere, come ha mostrato con successo questo film, è da tante generazioni come un magma pronto a salire con forza in superficie, ben più caldo degli ormai spenti altoforni dell’ItalSider. 

di Matteo Biccari

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