Bagnoli: i progetti per il rilancio del turismo

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Sviluppatasi come affascinante centro termale, l’area di Bagnoli affacciata sul mare nella suggestiva periferia occidentale di Napoli ha avuto un desolante declino paesaggistico nei primi del ‘900 con l’arrivo della grande industria. Gli impianti dell’Ilva e della Cementir che hanno dato lavoro a centinaia di operai hanno tuttavia devastato il bucolico profilo costiero e le ricchezze naturali dell’area.

La crisi degli anni ’90 portò alla chiusura del distretto industriale dando il via ad interessanti progetti di riqualificazione al quale purtroppo non si è mai dato seguito. Il primo risale addirittura al periodo preindustriale quando, nel 1889, l’architetto Lamont Young pensò ad una piccola Venezia volendo trasformare Bagnoli nella perla turistica della Campania tra canali, stabilimenti balneari, palazzi di cristallo e anche una metropolitana che avrebbe collegato il quartiere con il centro città. L’utopia di Young rimase purtroppo tale e nel frattempo l’Ilva poté sviluppare a Bagnoli nei primi del ‘900 un impianto industriale di 120 ettari, condannando di fatto per anni la zona al suo grigio destino produttivo. Nel frattempo, intorno alla metà degli anni ’50, arrivò anche Cementir che tolse ulteriore terreno verde alla zona mentre nell’Italia del boom economico fiorirono numerosi altri impianti produttivi che contribuirono ad inquinare quasi irreparabilmente Bagnoli.
Dopo la chiusura di tutte le industrie, l’immobilismo politico, la farraginosa burocrazia e in parte vari tentativi di speculazione hanno impedito la totale riqualificazione dell’area mentre nel frattempo, per oltre 30 anni, si sono susseguiti diversi piani di recupero di Bagnoli tutti quanti falliti.
“Morta” l’area industriale, il primo vero progetto di rilancio fu quello di Renzo Piano, bocciato nel 1993 dall’amministrazione comunale e in particolare dall’allora assessore all’urbanistica Vezio de Lucia. Lo stesso assessore si occupò dello sviluppo di Napoli 2000, l’ennesimo progetto naufragato con gli anni che prevedeva un centro congressi, l’edificazione di un polo scientifico-tecnologico e la creazione di un enorme polmone verde per la città. Nel 1996 si creò così la società Bagnoli S.p.a. che favorì la nascita della città della scienza, primo concreto passo verso un recupero propositivo di Bagnoli. Questo primo riuscito esperimento avrebbe dovuto tracciare la strada del successivi interventi avendo valorizzato in maniera eccelsa i vecchi impianti industriali, un ottimo modo per abbassare i costi di gestione riducendo consistentemente i tempi di completamento dei lavori. Nel 2002 si arrivò alla creazione di Bagnoli Futura S.p.a. che sotto la guida del direttore generale Mario Hubler finalizzerà i progetti del Parco dello sport, del Parco Urbano e della spiaggia. Si arriva così al 2007 con l’apertura del complesso Porta del Parco dell’architetto Silvio D’Ascia, autentica cattedrale del deserto che non decollerà portando nel 2013 al fallimento di Bagnoli Futura.
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Nel frattempo tuttavia l’amministrazione comunale continua a credere fortemente nel rilancio di Bagnoli.
Il recente piano urbanistico ha già stanziato le risorse per i nuovi interventi di bonifica dell’area siderurgica che tuttavia non sono ancora completati e vanno avanti dal 2015. Per il recupero di Bagnoli sono già stati investiti oltre 900 milioni di euro e nuove proposte sono in fase di gestazione.
Suggestiva l’idea del casinò che insieme alla progettazione di un molo all’avanguardia potrebbe trasformare Bagnoli in un polo attrattivo per il turismo nazionale ed internazionale. Idea senz’altro interessante ma relativamente inattuale dal momento che stando anche ai rapporti sul settore pubblicati dai Monopoli, le entrate dei casinò online con la loro proposta di slot machine, roulette e le piattaforme dedicate al poker e il blackjack, sono in costante crescita a discapito delle sale da gioco tradizionali. Un dato dovuto senz’altro in parte anche alla sempre più capillare diffusione di smartphone e tablet.
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A proposito di tecnologia, dal 3 marzo è attiva una mostra virtuale intitolata “Progetti per Bagnoli – Tra paesaggio, industria e utopia”, che sotto l’egida della Consulta delle Costruzioni di Napoli ricostruisce la storia dell’area da centro balneare a polo siderurgico proponendo al contempo una serie di iniziative volte alla progettazione di nuovi interventi di rigenerazione urbana. Un ottimo modo per gettare uno sguardo sul passato e su quello che si poteva e non si è fatto. Una lunga serie di straordinarie suggestioni mai divenute realtà che potrebbero dare nuovo impulso al rilancio di Bagnoli e a tutto il litorale napoletano.

di Redazione Informare

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