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Nel comune di Bacoli sarà istituito un nuovo ospedale di comunità. Ciò sarà possibile grazie ad un’assidua e forte collaborazione tra il comune di Bacoli, l’Asl Napoli 2 Nord e la Regione Campania.

Il fine di questo nuovo presidio sarà l’assistenza sanitaria di breve durata, rivolta a pazienti fragili i quali impossibilitati di ricevere cure adeguate presso il loro domicilio. Dunque è a tutti gli effetti una struttura di simil assistenza domiciliare.                                                Il sindaco di Bacoli, Jose Gerardo Della Ragione, dopo il via libera della delibera in Giunta ha annunciato il nuovo progetto.

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Organigramma della nuova struttura

Il nuovo ospedale si troverà presso un immobile comunale, in via Gaetano De Rosa, e sarà finanziato con i fondi del PNRR (Piano Nazionale di ripresa e resilienza).

La struttura disporrà di almeno 20 posti letto, tendenti ad aumentare.                            L’assistenza sanitaria sarà garantita da medici e infermieri presenti assiduamente nella struttura, coadiuvati da diversi operatori socio-sanitari. Il progetto è già in fase avanzata in quanto come informa lo stesso sindaco l’Asl Napoli 2 Nord ha effettuato già vari sopralluoghi per verificarne la fattibilità. Sul piano amministrativo si sta procedendo a definire la concessione dell’immobile in comodato d’uso dal comune all’Asl.

Le mie considerazioni

Personalmente trovo molto utile questo tipo di iniziativa.                                                  Il fulcro della sanità, a mio parere, dev’essere quella territoriale.

Purtroppo si è deciso negli ultimi decenni, a causa della mala politica, di investire esclusivamente nelle strutture sanitarie private a discapito di quelle pubbliche. Da ciò ne sono derivati gli svariati problemi circa la situazione sanitaria in Italia.                      In più a dirvi, c’è bisogno assolutamente che buona parte dei fondi del PNRR siano investiti appunto in ospedali di comunità e l’assistenza territoriale. Quest’ultima può essere davvero la svolta.                                                                                                                      In questo modo, si permette a persone fragili di essere comunque curate in maniera più che discreta, non potendo raggiungere ospedali in maniera indipendente.                            Infatti, proprio la mancanza di assistenza territoriale ha causato svariate decine di morti, in Lombardia principalmente, e in tutte le altre regioni durante la prima ondata di Covid-19.

Non tutti noi abbiamo la possibilità di spendere immense somme di denaro (perché è di questo che stiamo parlando) per farci curare in una struttura privata. Bisogna cambiare questo nostro sistema malato. Bisogna finirla di investire (con il solo fine di lucro) solo nel privato, ma si deve cominciare a investire seriamente sulle strutture pubbliche, costruendone molte di più rispetto a ora.                                                                          Una buona assistenza territoriale e presenza di strutture pubbliche permetterebbero davvero di dare la possibilità a tutti di curarsi a dovere senza versare alcun contributo economico.

di Giovanni Terzi

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