Ieri sera, sabato 27 ottobre, si è conclusa la quattordicesima edizione del Premio Bianca D’Aponte. L’emozione che dà questo premio è indescrivibile. Ogni volta è come tornare a casa. Una casa un po’ magica: fatta da amici, grandi nomi della musica e sostenitori della manifestazione. Tutti insieme, tutti in un unico abbraccio per ricordare Bianca. La quattordicesima edizione è stata un’edizione particolare, come lo sono tutte quelle del Premio. Ci sono state tante nuove presenze e delle assenze percettibili. Ferruccio Spinetti ha raccolto il testimone di Fausto Mesolella: è il nuovo direttore artistico del Premio, il futuro. Nuovi partner, musicali e non, hanno sostenuto la manifestazione, mettendo a disposizione delle giovani cantautrici importanti premi, che si spera aiuteranno queste ragazze nel proseguo della loro carriera.

Per quanto riguarda le assenze, è inutile dirlo, c’è stata quella forte di Fausto Mesolella, che non potremmo mai definire ex direttore del Premio, il Premio sarà per sempre anche suo. E l’altra assenza-presenza, ovviamente, è quella di Bianca. La madrina del Premio, Simona Molinari, nonostante una piccola influenza stagionale, ha regalato a chi era in sala una carinissima versione del “Il bagarozzo re”. Testo scritto, come vuole la tradizione del Premio, dalla stessa Bianca. Mentre Elena Ledda ha interpretato uno splendido riadattamento dialettale di “Ninna Nanna in re”.

Le giovani cantautrici, che si sono esibite sul palco, sono state tutte bravissime e talentuose. Certo alcune partecipanti si sono distinte, come: Kim con “Un cane e una moglie”, Meezy con “Temporale”, Irene con “Call Center”, testo attualissimo, che racconta una realtà in cui oggi sono impiegati molti giovani; ma, di queste ragazze, non è possibile menzionarne o elogiarne solo una; come non si può raccontare con fare giornalistico questo premio, senza metterci il cuore.

La citta d’Aversa ha l’onore di ospitare nell’intima cornice del Teatro Cimarosa questa manifestazione. La musica di qualità è il futuro dell’Italia, perché anche attraverso la musica si fa cultura.

Vi starete chiedendo chi ha vinto il Premio… Il Premio Bianca d’Aponte, per la quattordicesima edizione è andato a Francesca Incudine con il brano, scritto in dialetto siculo, “Quantu stiddi”.

Di Grazia Martin