Avan – Avanguardia: “70 racconti fa”

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TRAMA

“70 racconti fa” è il primo libro pubblicato da Francesco Ruotolo, dopo aver vissuto una vita divisa tra politica e giornalismo. Un racconto all’anno, per un percorso che attraversa la vita dell’autore. Si parte dai ricordi d’infanzia per arrivare a raccontare della demagogia politica, mentre l’autore-personaggio cresce a mano a mano e accumula ricordi. Memoires, sì, ma possono anche essere letti come un romanzo di formazione fatto di piccoli passi. Passi che hanno un’importanza capitale all’interno della crescita.

«Sapevo che il mio perfido scherzo gli avrebbe fatto male: Livatino si assentò di nuovo.
Quel quarto d’ora di follia non mi ha mai abbandonato. Un incubo, un marchio per sempre» – dice l’autore, in merito ad uno scherzo di cattivo gusto, fatto ad un compagno di classe cagionevole. Un momento di immotivata cattiveria che entrerà a far parte per sempre dello spettro caratteriale dell’autore.

TRITE PAROLE

Francesco Ruotolo ha svolto per numerosi anni la professione di giornalista. Questo si legge nella sua biografia, ma si sarebbe potuto leggere, con un certo margine di accuratezza, anche nel suo stile scrittorio. I periodi sono fluidi, conseguenziali e dimostrano una capacità di ordinare il ragionamento che è tipica di chi deve comunicare nel modo più chiaro possibile: un giornalista, per l’appunto. Eccone un esempio: «E il “voto”? Certo che adempimmo la nostra solenne, sottoscritta, promessa.

In uno dei primi dieci giorni di agosto decidemmo di effettuare la solenne, umile, felice camminata a Pompei, da non bocciati: io diplomato, lui rimandato». Elencazione, chiarezza esplicativa, brevitas: un giornalista, per l’appunto. Inoltre, la scelta di suddividere la pubblicazione in racconti brevi fa sì che quest’ultimi acquisiscano il tono di una “pillola di saggezza”.
Un senex disposto a condividere la sua saggezza.

NUOVA UMANITA’

Francesco Ruotolo è nato a Napoli nel 1946. Ha avuto notevoli esperienze giornalistiche, come la collaborazione con “Il Mattino”, ed è stato dirigente provinciale di “Democrazia Proletaria”.
La sua esperienza non si riduce di certo a ciò che è stato appena citato, ma una domanda sorge spontanea. Cosa c’è di nuovo all’interno del suo libro di memorie? Abbiamo di fronte un settantatreenne che racconta il suo vissuto.
Una persona che prova a farci vedere il mondo dalla sua prospettiva. Storie di una religiosità d’altri tempi, rapporti umani d’altri tempi, di politica d’altri tempi. Tuttavia, per questione anagrafiche, risulta difficile trovare un elemento che sia davvero fresco o innovativo.
Piuttosto, ci viene proposto tra le righe, pagina dopo pagina, un atteggiamento di stupore e meraviglia nei confronti del mondo.
Un intramontabile consiglio di vita da riferire a chiunque preferisca “funzionare” invece di “esistere”. La società contemporanea, con i suoi ritmi, il suo meccanismo, non lascia spazio alla meraviglia.
Nella fretta di raggiungere i grandi obiettivi, diventa sempre più difficile provare entusiasmo per le piccole gioie di tutti i giorni. Ed è questa caratteristica quindi, la piccola vecchia/nuova umanità, desumibile da “70 racconti fa”.

di Marco Cutillo

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°196
AGOSTO 2019

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