Per un’associazione di Volontariato essere presenti sul territorio non significa solo conoscerlo, vuol dire anche far emergere le voci di tutti, comprese quelle di chi non ha la forza o le capacità di farlo.

A Febbraio di due anni fa l’Associazione AutismoVivo in collaborazione con Cantiere Giovani, L’ISIS Gaetano Filangieri ed il Comune di Frattamaggiore realizza anche grazie al Fondo dell’Osservatorio Nazionale per il Volontariato, bando del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (ex legge 266/91) il progetto Autonomy.

Autonomy nasce come una forma innovativa di volontariato con l’intento di creare un fil rouge tra il mondo della scuola e quello dell’autismo. Sirio Fusco responsabile del progetto per Cantiere Giovani, spiega che ad Autonomy però mancava qualcosa, il puzzle non era completo. Si doveva dare spazio anche ai genitori dei ragazzi con lo spettro autistico e “regalare” loro uno momento dove poter prendersi cura di sé stessi.

Le condizioni di vita dei ragazzi affetti da Autismo e delle loro famiglie non sono delle migliori, anche se nel 2015 (L.134/2015) è stata approvata una legge per ottimizzarle.

-Il punto dolente è proprio questo- spiega Carmela Simeone, presidente da dieci anni dell’Associazione AutismoVivo di Frattamaggiore, l’assenza delle Istituzioni. Ciò che manca sono gli elementi base, un locale ad esempio. Fortunatamente grazie all’aiuto dei privati siamo riusciti a creare quel luogo dove poter accogliere ragazzi e genitori per dare loro un punto di “ascolto”.

Psicoterapia, Teatro-terapia sono solo alcuni progetti realizzati per far prendere coscienza delle difficoltà da affrontare.

Com’è nato il laboratorio teatrale?

«Il laboratorio di Teatro Terapia nasce per soddisfare un’esigenza impellente. Abbiamo pensato al teatro, dove la persona può mettere a nudo situazioni che in altri ambiti sarebbe difficile sviscerare. Il singolo diventa parte integrante del gruppo e così anche le problematiche. Il laboratorio non è diretto ai ragazzi con la sindrome autistica ma a quei genitori impauriti dal futuro che i loro figli dovranno affrontare. “Autonomy gesti che non corrispondono all’intensità dei desideri” primo spettacolo della stagione del TAV realizzato da non professionisti, è ispirato ad un testo di Checov “Le tre sorelle” che parla della disillusione, della felicità ed infelicità e dell’inerzia dei protagonisti.

Lo spettacolo però è stato capovolto: Autonomy è un canone inverso dove i personaggi sviscerano i pensieri, i sentimenti, le emozioni degli attori.

Non è stata di certo seguita la linearità dello spettacolo di Cechov, ma si è dato modo di conoscere le “persone”. Sono infatti i personaggi a parlarci degli attori, a farci conoscere chi siano in realtà quelle persone, a rappresentare la loro personalità che non riescono ad esprimere per mancanza di tempo, modo o spazio.

Autonomy è stato un momento per liberare la propria anima dalle preoccupazioni, incertezze e buttare fuori le miriadi voci che si hanno dentro. Un confronto, uno scambio di ruoli tra personaggio ed attori. Un microcosmo dove le verità sono messe a nudo e dove finalmente si ha la possibilità di non essere più anime perse, di denunciare le speranze crollate e la propria debolezza».

Verrà un giorno in cui tutti sapranno la ragione di queste sofferenze, non vi saranno misteri. E intanto bisogna vivere.

di Angela Di Micco
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