Autocertificazione: come compilarla al meglio

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L‘emergenza Coronavirus ha inevitabilmente comportato provvedimenti importanti e severi da parte del Governo. 

L’ultima ordinanza nazionale, risalente a ieri sera, prevede la sospensione delle attività commerciali al dettaglio ad eccezione per le attività di vendita generi alimentari.
Restano aperte edicole, tabaccai, farmacie e parafarmacie garantendo il rispetto dei protocolli di sicurezza. Sospese anche tutte le attività nel settore ristorativo come bar, pub e ristoranti, come per gli esercizi inerenti ai servizi alla persona: parrucchieri, barbieri e centri estetici. 

AUTOCERTIFICAZIONE: CHIARIMENTI

Catapultati in questa situazione surreale, ma necessaria, andiamo a chiarificare alcune cose in merito all’utilizzo dell’autocertificazione: essa è necessaria in qualsiasi caso, anche se ci si muove a piedi. Sono vietati tutti gli spostamenti per futili motivi: niente shopping, niente che non sia strettamente necessario.
Il modulo dell’autocertificazione va portato con sé ogni volta che si esce da casa. In caso di controllo da parte delle forze dell’ordine ci verrà richiesto insieme a documento di riconoscimento. Qualora si fosse sprovvisti del modulo di autocertificazione, saranno le forze dell’ordine a fornirlo e andrà compilato in loro presenza.

La spesa è compresa nelle necessità per le quali è consentito spostarsi. In fase di compilazione sarà quindi necessario barrare la casella “situazione di necessità”. La raccomandazione è quella di recarsi in un punto vendita vicino alla propria abitazione e all’interno rispettare sempre la distanza di sicurezza.
Anche l’acquisto di farmaci rientra tra le necessità, tale approvvigionamento sarà sempre garantito. Il decreto firmato ieri dal premier, consente inoltre alle edicole di rimanere aperte perché in una situazione d’emergenza come quella che stiamo vivendo, l’informazione è una necessità. Per cui, recarsi all’edicola per acquistare un giornale rientra nei casi in cui la presenza in strada si può giustificare barrando la casella «situazioni di necessità» nell’autocertificazione.

RECARSI A LAVORO
Chi si reca a lavoro, deve barrare la casella “comprovate esigenze lavorative” specificando per quale azienda lavora. È necessario specificare il tragitto compiuto e no sono ammesse deviazioni non necessarie. Le forze dell’ordine controlleranno a posteriori la veridicità della dichiarazione e se il lavoratore ha o meno la possibilità di adottare lo smart working. Se lo spostamento per ragioni lavorative è quotidiano, è possibile specificare nel modulo di autocertificazione la cadenza degli spostamenti.
RECARSI DAL MEDICO
I motivi di salute sono sempre una giustificazione valida. Nonostante molte attività ambulatoriali abbiano limitato le prestazioni, è possibile effettuare visite specialistiche, analisi, terapie, barrando la casella “motivi di salute”. Se si è in possesso di una certificazione o una prescrizione medica è bene portarla con sé.
Il rientro nel proprio luogo di domicilio o residenza è sempre consentito ed espressamente indicato nel modulo di autocertificazione.
E PER ANDARE A CORRERE AL PARCO?
Il decreto consente le attività motorie all’aperto, in parchi e giardini, mantenendo un metro di distanza ed adottando le misure previste dal protocollo di sicurezza. Tuttavia l’applicazione di questa norma, in questo caso specifico, non è chiara: alcuni ciclisti sono stati sanzionati nella giornata di ieri, ad esempio.
SANZIONI

Per chi viola le limitazioni agli spostamenti è previsto l’arresto fino a tre mesi di reclusione o ammende pari ad importi fino ai 206,00 euro.
Attestare il falso nell’autocertificazione, dichiarando di doversi spostare per motivi di salute, esigenze lavorative o altri stati di necessità, integra il reato di falsa attestazione a pubblico ufficiale: la pena va da uno a sei anni di reclusione. È previsto l’arresto facoltativo in flagranza e la procedibilità è d’ufficio: ciò significa che chiunque può segnalare i casi di cui venga a conoscenza e far scattare il procedimento penale.
I pubblici ufficiali hanno l’obbligo di denunciare i reati procedibili; qualora non lo facessero, il loro rischio è l’imputazione per il reato di omessa denuncia.

Chi ha febbre, tosse e altri sintomi associabili al Covid-19, deve mettersi in quarantena. Si rischia un processo per lesioni, oltre all’imputazione per violazione dei provvedimenti. Se dovesse infettare soggetti a rischio causandone la morte, l’imputazione potrebbe trasformarsi in omicidio doloso, pena la reclusione non inferiore ai 21 anni. La stessa pena si applica a chi ha avuto contatti con persone positive e continua ad avere rapporti sociali senza prendere precauzioni o avvisare; in caso di positività nascosta (chi sa di aver contratto il virus ma lo nasconde) le imputazioni vanno dal tentativo di lesioni e/o omicidio volontario.

Lasciamo di seguito un link dove poter scaricare il modulo di autocertificazione, invitando comunque tutti a rispettare il decreto e le norme del protocollo di sicurezza.
Ci teniamo inoltre a segnalare ai nostri lettori di far attenzione a chi ne approfitta di questa situazione emergenziale a scopi criminali: l’Arma dei Carabinieri ha diffuso un comunicato per chiarire che nessuna struttura sanitaria effettua tamponi a domicilio.
Si tratta di ladri e truffatori che tentano di entrare all’interno delle abitazioni. Vi invitiamo, qualora dovesse accadervi di ricevere fittizie “visite a domicilio per tamponi a casa”, di segnalare il tutto alle autorità.
Uniti si vince.
#iorestoacasa

 

 

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