Aumento delle telefonate al 1522 dopo il femminicidio di Giulia

Gianrenzo Orbassano 27/11/2023
Updated 2023/11/27 at 12:41 PM
4 Minuti per la lettura

La triste storia del femminicidio di Giulia Cecchettin, sembra aver aperto gli occhi al nostro Paese riguardo la violenza di genere. La speranza di chi vi scrive – e quella della nostra redazione – è quella di contribuire concretamente alla causa divulgando la possibilità di chiamare il numero di emergenza 1522.

Un dato significativo sta facendo riflettere circa questa possibilità: dalle 200 telefonate quotidiane al 1522, di fatti, si è arrivati alle 400 con picchi tra 450 e 500. A chiamare non sono solo le vittime ma anche i genitori preoccupati. Il numero di emergenza è gratuito e il servizio è accessibile 24 ore su 24, ogni giorno dell’anno.

1522: il numero di emergenza attivo in Italia

Stiamo imparando che la violenza sulle donne non è solo quella fisica, ma può essere anche psicologica, sessuale, economica e verbale. Oggi, ogni atteggiamento vessatorio può e deve essere segnalato. Per questo è attivo il 1522, un numero di emergenza collegato alla rete dei Centri Antiviolenza e alle strutture predisposte per il contrasto alla violenza di genere.

Negli ultimi giorni, in seguito al femminicidio di Giulia Cecchettin, le richieste di aiuto sono raddoppiate, passando da 200 a una media di 450/500 al giorno. Nel conto totale sono inserite anche le segnalazioni arrivate tramite chat e app. A fornire questi dati è Arianna Gentili, Responsabile della help line violenza e stalking. 

La chiamata è gratuita e il servizio è disponibile in tutta Italia, 24 ore su 24 e ogni giorno dell’anno. La privacy è garantita in ogni caso ma, per chi non se la sente di chiamare, c’è anche la possibilità di scrivere via chat o tramite App. Neanche la lingua parlata costituisce una barriera perché il servizio è disponibile in italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, russo, ucraino, polacco, arabo, farsi, albanese.

Aumento segnalazioni al 1522

“Dopo il femminicidio di Giulia Cecchettin il numero di chiamate è aumentato – spiega Arianna Gentili, Responsabile Nazionale del 1522 – perché le sue coetanee si sono riconosciute nella vicenda e i genitori hanno aumentato il loro allarme. Ma i numeri crescono anche per il grande lavoro di emersione che sta funzionando: le vittime di violenza si sentono sempre più pronte a raccontarlo e chiedere aiuto”.

Al centralino si susseguono operatrici in grado di parlare 11 lingue, formate da un’esperienza nei centri antiviolenza e da un corso, per dare il miglior suggerimento e supporto in maniera non giudicante: “Essere così preparate ci permette di dare messaggi precisi e positivi, ricordando alle donne che saranno loro a scegliere gli strumenti più adatti perché la denuncia non è obbligatoria per accedere a un centro antiviolenza”.

Informare è sensibile all’argomento: per avere aiuto o anche solo un consiglio si può telefonare al 1522 oppure chattare direttamente con una esperta sulla pagina web ufficiale del servizio.

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