Aumenta la dipendenza digitale tra i giovani che trascorrono più di 5 ore al giorno al cellulare. È il segno di una nuova sfida pedagogica.

Aumenta la dipendenza digitale tra giovani e adulti

Giovanni Basile 19/02/2024
Updated 2024/02/19 at 3:20 AM
4 Minuti per la lettura
Aumenta la dipendenza digitale tra i giovani che trascorrono più di 5 ore al giorno al cellulare. È il segno di una nuova sfida pedagogica.

Una recente osservazione scientifica del movimento etico digitale rivela che gli adolescenti trascorrono oltre cinque ore al giorno immersi nel digitale, equivalente a quasi tre mesi l’anno. Un problema generazionale? No, purtroppo gli adulti non sono un buon esempio. Aumenta la dipendenza digitale: è il segno di una nuova sfida pedagogica.

La dimensione del fenomeno

Secondo i ricercatori dell’osservatorio scientifico del “Movimento Etico Digitale” aumenta la dipendenza digitale. L’82% dei giovani italiani passa più di cinque ore quotidiane davanti a schermi di vario tipo, principalmente social network. Questo dato allarmante si inserisce nel contesto del Safer Internet Day, un’iniziativa europea che sottolinea l’importanza di un approccio responsabile alla tecnologia.

Disconnettersi è difficile

Nel 2023 la sensibilizzazione pedagogica ha raggiunto 20mila studenti e 10mila genitori nel contesto familiare e scolastico. Nonostante la consapevolezza dei rischi legati a un eccessivo utilizzo di internet, molti giovani faticano a ridurre il proprio tempo online. La ricerca mostra che oltre la metà dei ragazzi ha tentato senza successo di limitare l’uso del web, segno di una difficoltà crescente nel gestire la propria presenza digitale.

Dall’altra parte emerge come l’87,5 percento dei giovani sarebbe disposto a rinunciare ai dispositivi digitali anche per una settimana intera e quasi la metà afferma che preferisce incontrare i coetanei dal vivo, riconoscendo il valore della connessione non mediata da piattaforme. Questo dualismo tra vita reale e digitale rappresenta una caratteristica distintiva della Generazione Z.

Social, social, ma quali social amano i ragazzi?

Instagram, TikTok e YouTube dominano la scena tra gli studenti italiani, con WhatsApp che rimane il mezzo privilegiato per le comunicazioni dirette. Al contrario, piattaforme come Facebook e LinkedIn vedono un calo di popolarità tra i più giovani, questo è dovuto da un contesto comunicativo prettamente lavorativo.

E gli adulti?

L’indagine evidenzia una mancanza di guida da parte degli adulti in termini di educazione digitale. La maggior parte dei ragazzi non riceve controlli sull’utilizzo dei social (come ad esempio Instagram, TikTok, WhatsApp), suggerendo la necessità di regole e linee guida più efficaci per navigare il mondo digitale con sicurezza.

Servono regole condivise, non demonizzazioni

La Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Sinpia) evidenzia la necessità di un uso consapevole di Internet da parte di bambini e adolescenti e sottolinea l’importanza di un ruolo attivo e responsabile dei genitori. Uno studio del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità ha rivelato che il 12% degli studenti italiani tra gli 11 e i 17 anni rischia un disturbo da uso di videogiochi, con una prevalenza maggiore nei maschi rispetto alle femmine, soprattutto nelle scuole medie. Tuttavia, Elisa Fazzi, presidente della Sinpia, ricorda che i videogiochi non vanno demonizzati poiché possono essere utili per l’apprendimento e lo sviluppo cognitivo e sociale, ma avverte che un loro uso eccessivo o inappropriato può nuocere alla salute mentale dei giovani.

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