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L’attività sportiva che fa bene alla mente

Redazione Informare 20/06/2020
Updated 2020/06/20 at 12:52 PM
5 Minuti per la lettura

Quando si pensa ad un’attività sportiva spesso di commette l’errore di associarla esclusivamente ad un lavoro legato all’aspetto fisico. In realtà, i meccanismi che consentono al corpo umano di camminare, correre e praticare diverse tipologie di attività sportive sono ben più complessi, e coinvolgono numerose aree celebrali.

Attività sportiva e cervello: alcuni risultati delle ricerche

informare_online_brain_2 «Studi realizzati con la Risonanza Magnetica Funzionale (fMRI) e l’elettroencefalogramma (EEG) mostrano che l’attività sportiva ha effetti immediati sul cervello» spiega Mauro Porta, direttore del Centro malattie del movimento dell’IRCCS Galeazzi di Milano. «Ad esempio, le performance sportive di un individuo sono condizionate dall’attività della sua corteccia cerebrale prefrontale laterale, che elabora le sensazioni di stanchezza, dipendenti da meccanismi di autoprotezione cerebrale. Ma l’attività sportiva genera anche un rapido coinvolgimento neuroendocrino-metabolico, con aumento dei valori di cortisolo. Mentre al termine dello sforzo acuto, nella fase di recupero, c’è un incremento nella produzione di testosterone, ormone della crescita e prolattina».

Tuttavia, è di fondamentale importanza svolgere l’attività sportiva in maniera corretta. Un singolo allenamento troppo intenso mette l’organismo in sofferenza per esaurimento delle energie, ma ancora peggio può fare il sovrallenamento prolungato. Un corretto allenamento ottimizza anche il rapporto tra cortisolo e testosterone. Inoltre, non è solo lo sport agonistico a interagire con il cervello e il sistema ormonale da esso controllato. Anche l’attività fisica svolta per divertimento o per tenersi in forma influisce sulle aree cerebrali.

Sport e prestazione scolastica

Una revisione degli studi sul rapporto tra attività fisica dei ragazzi e risultati scolastici realizzata da Joseph Donnelly dell’University of Kansas Medical Center, pubblicata sulla rivista Medicine & Science in Sport & Exercise, ha mostrato una relazione positiva. Chi svolge attività fisica ed è maggiormente in forma ha un miglior funzionamento cognitivo e più probabilità di raggiungere buoni risultati scolastici. «Gli effetti dei numerosi elementi che vanno a costituire l’attività fisica devono ancora essere esplorati in dettaglio. Ad esempio,quale tipo di attività fisica sia da preferire, quanta sia meglio farne e con quale frequenza» dicono gli autori della revisione.

Attività sportiva e memoria

informare_online_brain_5È ormai accertato dalla ricerca che fare sport può migliorare la stessa architettura di aree cerebrali importanti. Tra queste  c’è l’ippocampo, una struttura che fa parte del sistema limbico e che è fondamentale per il buon funzionamento della memoria. «Un processo che comporta un miglioramento delle funzioni mnesiche (della memoria, ndr) e quindi una maggiore facilità di apprendimento» dice Porta. I più attuali orientamenti della ricerca sul rapporto tra sistema nervoso centrale e attività sportiva coinvolgono però altre aree cerebrali, forse meno conosciute da non addetti ai lavori. Molto interesse di recente si è spostato verso il cosiddetto sistema extrapiramidale, un insieme di centri nervosi e relative vie di connessione. Questo sistema contribuisce in maniera involontaria al controllo dei movimenti, affiancando il cosiddetto sistema piramidale, che coordina invece movimenti volontari.

Attività celebrale e riabilitazione motoria

informare_online_brain_3Una stretta connessione che esiste tra il funzionamento di determinate aree celebrali e la funzione motoria aiuta il processo di riabilitazione. In questo modo, stimolando determinate regioni del cervello si ottengono anche gli effetti in termini motori.

Una ricerca ha dimostrato che il solo pensare a un’attività motoria durante un periodo di immobilizzazione, per esempio di un arto, facilita e abbrevia il periodo di riabilitazione.

Questo vuol dire anche che chi pratica uno sport può in un certo senso allenare i suoi gesti limitandosi al solo pensare di svolgere un movimento corretto, senza dover necessariamente metterlo in pratica.

Le attività sportive che maggiormente incidono sul miglioramento delle performance cognitive

informare_online_brain_4Secondo uno studio apparso su “Nature Human Bahaviour” gli sport che aiutano la nostra mente a rimanere in forma sono quelli coordinati. Particolarmente efficaci risultano gli allenamenti sensomotori che mettono in relazione i muscoli e il sistema nervoso centrale. Un allenamento sensomotorio è un training coordinativo che mira al miglioramento del susseguirsi dei movimenti. Inoltre, sono importanti gli esercizi che coinvolgono la propriocezione, ovvero la capacità di percepire e riconoscere la posizione del corpo e degli arti nello spazio. Tutto ciò si verifica indipendentemente dalla vista, sia durante il mantenimento di posture statiche che durante il movimento.

di Marta Krevsun

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