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Panico, che paura!

Buon inizio settimana a tutti i lettori. Oggi parleremo di panico.
Gli attacchi di panico sono uno dei disagi psicologici più frequenti, e che richiedono spesso l’intervento sia di uno psicologo che di uno psichiatra, e di fatto le due terapie combinate sono la strada migliore, perché l’attacco di panico si manifesta con sintomi davvero debilitanti che vanno curati con gli psicofarmaci, ma allo stesso tempo è opportuno attivare anche un percorso di psicoterapia per comprendere bene il significato dei sintomi nella storia del paziente.

Come si manifestano gli attacchi di panico

Chi soffre di attacchi di panico ne è spesso terrorizzato perché essi si manifestano improvvisamente e in maniera davvero drammatica tanto da coinvolgere e sconvolgere totalmente corpo e mente. La persona va in tilt, presa da un inspiegabile senso di terrore/paura di morire, impazzire. É un corto circuito da cui è difficile uscire con i soliti meccanismi di controllo, perché il panico destabilizza totalmente.
Tremore, nausea, vertigini, ipersudorazione, iperventilazione, sensazione di formicolio, tachicardia, sensazione di soffocamento o asfissia, tanto che spesso si finisce in pronto soccorso per cercare di tamponare la crisi.

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Cosa si nasconde dietro il panico?

Benché la sintomatologia degli attacchi di panico sia pressoché uguale in tutte le persone, il significato psicologico dei sintomi è tanto diverso da persona a persona. Tutte le certezze che una persona ha costruito nel tempo vengono completamente spazzate via dal panico, crolla proprio tutta la struttura, in alcuni casi perché la persona ha davvero chiesto molto a se stessa, oppure ha nascosto tanto a se stessa, oppure sta chiedendo di cambiare ma ancora non si da il permesso di farlo. Il panico può essere legato anche all’aggressività repressa che diventa come una pentola a pressione che poi coppia. In altri casi può essere legato invece alla sessualità, vissuta male, o negata.

I sintomi come portatori di messaggi

In linea di massima la buona regola è vedere ogni sintomo come un messaggero che reca in sé un messaggio esistenziale che dobbiamo comprendere, decifrare con l’aiuto di uno specialista. Dunque anziché scappare, che è la prima reazione di una persona con un attacco id panico in corso, sarebbe davvero utile, fermarsi e farsi qualche domanda.

Qualche piccolo consiglio

Soffro di attacchi di panico? Di cosa ho davvero paura? Cosa sto reprimendo? Sto conducendo davvero la vita che vorrei oppure mi sto costringendo a fare cosa che non voglio davvero? Il cuore batte all’impazzata? Come mai? Da quanto non lo ascolto? Ho il capogiro? Quali certezze sto perdendo e perché ne ho così tanta paura?
Ecco solo alcuni esempi! Arrivederci alla prossima settimana!

 

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