Atripalda, grande successo per il libro di Christian Coduto

Gianrenzo Orbassano 11/12/2021
Updated 2021/12/11 at 11:32 PM
5 Minuti per la lettura

Si è svolta Venerdì 10 Dicembre la presentazione di “Ma perché non te ne vai?” dell’autore Christian Coduto presso la Sala Consiliare di Atripalda

Christian Coduto è un autore già conosciuto nel mondo della narrativa di genere: il suo primo libro “Spalla@Spalla”, datato 2018, ci aveva già convinto sulle capacità dello scrittore nato a nato a Castellamonte in provincia di Torino nel 1976. Nel 1990, poi, si trasferisce a Caserta dove matura esperienze importanti che lo portano ad essere uno dei punti di riferimento per quanto riguarda la cultura cinematografica nel casertano.

Ricordiamo che Coduto si è speso per l’ambito cinematografico essendo stato il Direttore Artistico dello storico (oggi dimenticato e abbandonato) Cineclub Vittoria di Casagiove, fondando la rassegna ” Indipendent Duel” presso il cinema Duel di Caserta riuscendo a portare nomi eccellenti nel panorama teatrale e cinematografico.

La presentazione di “Ma perché non te ne vai?” al comune di Atripalda

Per quanto riguarda le sue opere letterarie, forte è l’impegno profuso nel portare il tema dell’omosessualità al centro del suo lavoro. Christian Coduto lo fa con leggerezza, certo, ma senza tralasciare il fatto che quello dell’omosessualità resta un tema delicato soprattutto per la società attuale.

Un tema presente anche nell’ultimo libro di Christian Coduto che, in occasione della presentazione presso la Sala Consiliare del comune di Atripalda (AV), ha riscontrato un grande successo. L’evento si è svolto nella serata di ieri 10 Dicembre. Moderato da Lorenza Melillo, l’evento è stato reso possibile anche grazie alla preziosa collaborazione tra Apple Pie: l’amore merita LGBT+, LAIKA Project, L’Associazione culturale Bianconiglio.

Presenti anche personalità istituzionali del Comune di Atripalda come l’Assessore alla Cultura Stefania Urciuoli e l’Assessore alle Politiche Sociali Nancy Palladino. Toccante e dovuto l’omaggio a due personalità del nostro tempo. Un lungo applauso ha salutato Patrick Zaki, finalmente scarcerato dopo anni in Egitto. Applauso esteso alla memoria di una grande regista del nostro cinema, Lina Wertmüller, scomparsa l’altro ieri.

Christian Coduto: “Così ho raccontato due generazioni diverse a confronto”

La storia del libro di Christian Coduto si basa sul racconto di due generazioni diverse a confronto. Si toccano temi e abissi dell’anima molto delicati. Lo scrittore ha saputo, con armonia e delicatezza, far entrare in contatto due personaggi diversi.

Sebastiano, un giovane di diciannove anni in cerca di un futuro e Francesco, un uomo di settantanove anni che ha vissuto la seconda guerra mondiale e che dalla vita sembra non pretendere più nulla. I loro destini si incrociano, i due protagonisti si conoscono tra mille difficoltà, come ad esempio quella oggettiva dell’età.

Le differenze che paiono dividerli e scontrarsi in un primo momento, risultano essere i fili che li stringeranno dopo. Il finale, che qui ovviamente non spoileriamo, risulta essere l’apice del libro di Coduto. Un libro che vuole essere un giardino colmo di pietre preziose, che noi coglieremo come insegnamenti, utili alla nostra vita di tutti i giorni. Uno su tutti, a parer mio, è quello di andare oltre banalissimi pregiudizi che non ci permettono di conoscere l’altro. Magazine Informare è stato presente alla presentazione e ha rivolto una domanda all’autore.

Christian, nel tuo libro basi la storia sul confronto di due generazioni molto diverse. Come sei riuscito a far dialogare due personaggi come Sebastiano e Francesco?

«Mi occupo da una ventina di anni di associazionismo. Spesso, mi ritrovo a interagire con ragazzi e ragazze dell’età di Sebastiano. Sono ragazzetti con tanto entusiasmo e infinite paure. Quando si confidano con me, mi dicono :”Sai Chry, anche se sei vecchio, sei uno di noi”. Il che, da un punto di vista anagrafico è vero: rispetto a loro, io sono più adulto, più “anziano”. Per la figura di Francesco, il vecchietto, mi sono ispirato a Tobia, il papà di mia mamma, un uomo incredibile, curioso, ironico, moderno.
Ho semplicemente attinto alle mie esperienze e ai miei ricordi personali per creare i due protagonisti. Ho fatto un piccolo omaggio a chi ha fatto parte (o fa parte) della mia vita».

 

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