Aton Sax: il nuovo volto della Deep House

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Antonio De Simone, in arte Aton Sax è una giovane promessa della musica Deep House, un genere sperimentale molto in voga tra i più giovani.

Atoon Sax è cresciuto a Pinetamare ed è da sempre dedito alla musica anche grazie all’influenza del padre, musicoterapeuta. Esce da un conservatorio dopo anni di studio ed impegno con le idee molto chiare sulla sua identità musicale.

Il 14 Giugno scorso ha esordito con il suo primo videoclip dal titolo “Slowly”, così in occasione del suo primo lavoro abbiamo chiacchierato con lui.

Antonio, in questi anni di crescita quali sono le reali difficoltà che hai incontrato?

«Le difficoltà reali le ho trovate nel proporsi e nel non essere svalorizzato, oppure nel cercare di trovare qualcosa che portasse la musica nel cuore delle persone e questa è stata la cosa più difficile.
Oggigiorno la musica è quasi morta, ho cercato con il mio brano di portare un genere nuovo e sperimentale come la Deep House, di creare una ventata di novità. È un mix di generi dove ho cercato di mescolare al meglio il tutto per ottenere il prodotto migliore».

Dal video si evince anche il messaggio che hai voluto lanciare riguardante il nostro mare ed il nostro territorio…

«Ho voluto valorizzare il territorio, di solito è descritto sempre in modo negativo. Ho tentato di riprendere sia le parti belle e sia quelle meno, perché credo che osservare le cose da un’altra prospettiva sia la chiave, soprattutto con la musica».

Oggi a 24 anni, quale percorso intende perseguire Aton Sax?

«Io ho intrapreso questo percorso per affermarmi come artista, e non come musicista.
Credo che l’artista abbia una fiamma che il musicista invece non possiede: l’artista suona per il bisogno di comunicare e di esprimersi, il musicista suona in maniera meccanica senza sentire nel reale questa necessità. Quindi intendo appunto affermarmi come artista, e proseguire nel campo dello spettacolo».

La Deep House è sempre un genere un po’ bistrattato. Tu come ti poni verso questa visione generale?

«La Deep House è una costola dello smooth jazz, una sua evoluzione elettronica. Anche il jazz all’epoca era considerato un genere ballabile, ma veniva comunque considerato sia dal punto di vista ludico che da quello di semplice ascolto. Così anche la Deep House, c’è chi la balla e chi l’ascolta, apprezzandola in modi differenti».

Un messaggio che senti di inviare ai giovani come te?

«Seguite i vostri sogni, non fatevi abbattere dalle delusioni o dalle critiche, anche perché possono essere distruttive inizialmente, ma costruttive dopo attente riflessioni. Cercate la musica pura; io suono, voi ascoltate e spero che vi arrivino emozioni».

di Daniela Russo
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°195
LUGLIO 2019

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