Astra Days: il futuro è adesso. I giovani casertani dicono sì al vaccino

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Sono stati i più penalizzati, dimenticati e, in qualche modo, colpevolizzati per le spaventose impennate della curva dei contagi ad ogni minima riapertura, additati come menefreghisti irresponsabili, pronti a mettere a repentaglio la propria vita e quella dei propri cari per una serata fuori con gli amici.

Eppure gli Astra Days, un vero e proprio simbolo di rinascita, la luce in fondo a un tunnel di privazioni e solitudine, hanno mostrato al mondo intero il volto di una gioventù diversa. Una gioventù attenta, sensibile, responsabile, che con un occhio al futuro e un’immensa e cieca fiducia nella scienza ha scelto di scendere in campo in prima linea, spianando la strada al ritorno alla normalità tanto agognata. Sono state le Asl di Marcianise e Caserta a fare da apripista a un’iniziativa che, dopo le prime incertezze, si è rivelata una scelta vincente, arrivando a vantare un boom di somministrazioni da capogiro, con oltre ottomila dosi in appena un giorno.

Iniziativa accolta con entusiasmo soprattutto da ragazzi nella fascia dei 20-30 anni che, con la loro voglia di ritornare a vivere e a viaggiare, lasciano sperare in una svolta definitiva e finalmente alle porte. «Vaccinarsi è un diritto e un dovere – ci racconta Martina – un piccolo gesto che, se compiuto da ognuno, potrebbe aiutarci a venir fuori da una situazione surreale, diventata pressoché insostenibile.

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Se sono qui oggi, non è di certo soltanto per me: è per i miei nonni, che voglio ritornare ad abbracciare presto senza temere che quell’abbraccio sia fatale, per mia sorella, perché possa tornare a scuola senza rischiare ogni volta di star male a causa della mascherina, è per i miei genitori. E poi, in fondo, è anche per me: non vedo l’ora di ritornare a scoprire il mondo!».

È stato proprio questo lo spirito che si respirava fra i piccoli gruppetti debitamente distanziati durante questi giorni che, probabilmente, avranno il potere di cambiarci – o ri-cambiarci – la vita, una felicità mista a speranza che neanche i trascurabilissimi effetti collaterali, che ogni vaccino che si rispetti comporta, è riuscito ad attutire.

«Ho avuto qualche effetto collaterale non proprio leggerissimo: un po’ di febbre, qualche dolore e un po’ di spossatezza durata per qualche giorno ma, in fondo, cosa importa?», chiede Domenico retoricamente, con una domanda che tutti i ragazzi avrebbero voluto porre a chi continua a nascondersi dietro il becero terrorismo psicologico che ha attraversato il mondo intero, rallentando il ritmo incalzante con cui la prima fase della somministrazione era partita.
«Per tutte le persone che hanno perso la vita, che hanno dovuto dire addio ai propri cari senza poterli neanche salutare, per tutte le famiglie distrutte e sconquassate dalla perdita di un caro, o magari del lavoro, sopportare un po’ di febbre è il minimo che tutti dovremmo fare per tornare presto alla normalità».
Cosa diresti ai ragazzi e agli adulti che, ancora oggi, rifiutano il vaccino per convinzioni assurde e paure infondate? «Che sono, appunto, convinzioni assurde e paure infondate. Che credono alle ipotesi degli effetti che una dose di vaccino potrebbe avere su di loro – lasciandosi terrificare da ipotesi, appunto – senza considerare gli effetti che di fatto il virus ha avuto su tutte le persone che lo hanno contratto, diventando fatale per molte, moltissime persone. Vaccinatevi ragazzi, fatelo subito: ne usciremo presto se ce la mettiamo tutta, insieme».

Percepire l’entusiasmo di ragazzi giovanissimi, nonostante da tempo siano stati privati di tutto quello che dovrebbe rendere bella la gioventù è un’emozione che non ha prezzo. In fondo, se questi sono i valori dei cittadini del futuro, direi proprio che ci aspetta un futuro radioso. Un futuro da costruire da adesso. #IoMiVaccino.

di Teresa Coscia

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE 

N°218 – GIUGNO 2021

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