Associazione LESS onlus: l’accoglienza è solo il primo passo

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L’Associazione LESS Onlus – Centro Studi e Iniziative di Lotta all’Esclusione sociale per lo Sviluppo – è attiva dal 1999 sul territorio di Napoli, con lo scopo di garantire a migranti e richiedenti asilo non soltanto accoglienza ma piena integrazione all’interno della società e del mondo del lavoro. Daniela Fiore, Presidente dell’associazione, ci ha raccontato nel dettaglio le attività promosse.

Come nasce LESS?

«LESS nasce nel ‘99 con lo scopo di tutelare i diritti delle persone svantaggiate, come centro studio e tutela. Negli anni le attività di LESS si sono orientate all’accoglienza e all’integrazione di rifugiati e richiedenti asilo. Intorno ai progetti di integrazione per i migranti ruotano una serie di progetti di sensibilizzazione sui diritti delle persone svantaggiate e sulle pari opportunità, che vanno da percorsi educativi all’interno delle scuole ad attività realizzate con altri enti».

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Quali progetti sono all’attivo per l’accoglienza migranti?

«Per quanto riguarda i progetti di accoglienza dei migranti, LESS è dal 2004 ente gestore del progetto I.A.R.A, progetto di integrazione e accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati, inserito nella rete del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR). All’interno del progetto IARA sono accolte 132 persone, tra donne e uomini. Dal 2018 siamo anche ente gestore del progetto SPRAR A.I.D.A, attivo sull’isola di Procida, dove sono accolte circa 10 famiglie».

Quali servizi vengono offerti all’interno di questi progetti?

«All’interno di questi progetti vengono offerte attività di accoglienza integrata, volte al pieno inserimento nella comunità. Offriamo servizi che vanno al di là di vitto e alloggio: assistenza legale o sanitaria, attività di socializzazione ed integrazione sul territorio, corsi di lingua italiana, attività di formazione con attivazione di tirocini formativi, percorsi sull’autoconsapevolezza e sull’empowerment delle proprie competenze, volti allo sviluppo di attività di auto-impresa e lavoro autonomo.

Nel corso degli anni, proprio da questo percorso sul potenziamento delle proprie competenze per l’inserimento professionale, nasce una cooperativa autogestita di catering e cucina multietnica, chiamata Tobilì».

La pandemia ha creato difficoltà per la continuazione delle attività?

«Abbiamo continuato ad erogare a distanza i corsi di lingua italiana, a proporre i percorsi formativi specialistici volti all’ottenimento di qualifiche come quella del mediatore linguistico-culturale. La pandemia ci ha messo a dura prova, ma siamo riusciti a riformulare i nostri progetti in maniera efficace. Abbiamo inoltre attivato un numero verde per le fasce più deboli, con sportelli di assistenza psicologica a distanza e abbiamo consegnato pacchi di beni alimentari alle persone più in difficoltà».

Oltre al programma relativo ai richiedenti asilo, quali altri progetti promuove LESS?

«Dal 2004 è attivo uno sportello di assistenza legale e sanitaria rivolta a chiunque sul territorio abbia bisogno di supporto. Offriamo poi attività laboratoriali aperte a tutti, come il laboratorio di teatro, o attività di coaching volte ad accrescere la consapevolezza di sé e a sviluppare le proprie competenze lavorative. Altro progetto destinato sia a stranieri che italiani, creato nel 2020, è volto all’accoglienza dei detenuti in uscita dalle carceri che possono scontare l’ultimo periodo della propria pena agli arresti domiciliari, ma si trovano purtroppo senza dimora».

di Mariasole Fusco

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°217

MAGGIO 2021

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