Assicurazione auto: la copertura vale anche in luoghi privati?

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L’art. 122 del Codice delle Assicurazioni Private (D.Lgs. 209/2005), prevede che “I veicoli a motore senza guida di rotaie, compresi i filoveicoli e i rimorchi, non possono essere posti in circolazione su strade di uso pubblico o su aree a queste equiparate se non siano coperti dall’assicurazione per la responsabilità civile verso i terzi prevista dall’articolo 2054 del codice civile e dall’articolo 91, comma 2, del codice della strada”.

Ma cosa si intende per “aree equiparate”? Lo scivolo di accesso ad un box posto all’interno di un condominio o un cortile privato possono essere considerate come aree equiparate ad una pubblica via?

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Ebbene, la vexata quaestio, dopo un tortuoso percorso caratterizzato da una contrastante giurisprudenza, è finalmente giunto ad una soluzione con la pronuncia n. 21983 del 30/07/2021 adottata a Sezioni Unite dalla Suprema Corte di Cassazione. La sentenza in commento ha chiarito l’annosa questione sui limiti di operatività delle coperture assicurative r.c. auto, includendo nell’ambito della copertura obbligatoria anche le aree private.

La vicenda trae origine dalla morte di un bambino dell’età di un anno, a seguito di investimento accidentale da parte del camper guidato dal nonno materno, nel corso di una manovra nel cortile privato della propria abitazione.

I genitori del minore citavano in giudizio il proprietario e la Compagnia assicurativa del veicolo investitore, onde ottenere il risarcimento dei danni da perdita del rapporto parentale. Il Tribunale e la Corte d’Appello rigettavano la domanda dei parenti del defunto in applicazione dell’orientamento giurisprudenziale secondo cui non vi è azione diretta verso l’assicurazione del responsabile quando il sinistro si verifica in un’area privata. I genitori del minore ricorrevano per Cassazione. Nelle more del giudizio, con ordinanza interlocutoria, la sezione terza, rilevato un contrasto giurisprudenziale sul punto, stante la normativa europea, rimetteva gli atti al Primo Presidente per l’assegnazione della causa alle Sezioni Unite.

Le Sezioni Unite, conformandosi alla giurisprudenza comunitaria, hanno stabilito che “ogni veicolo abilitato alla circolazione stradale, quando venga utilizzato in modo conforme alla sua funzione abituale, e quindi secondo l’uso per il quale è stato prodotto, anche se viene usato in un cortile privato, deve essere coperto dall’assicurazione obbligatoria prevista dalla legge e la Compagnia assicurativa è tenuta a ristorare direttamente il danno al danneggiato”.

Secondo la giurisprudenza comunitaria, l’art. 3, parag. 1, direttiva 72/166/CEE, deve essere interpretato nel senso che rientra nella nozione di “circolazione dei veicoli” qualunque uso di veicolo che sia “conforme alla funzione abituale dello stesso” (Corte Giust. UE, 04.09.2014, causa C162/13). Pertanto, l’art. 122 del codice delle assicurazioni private,deve interpretarsi nel senso che la nozione di circolazione su aree equiparate alle strade di uso pubblico comprenda, altresì, quella su ogni spazio, anche privato, ove il veicolo possa essere utilizzato in modo conforme alla sua funzione abituale”.

di Davide Daverio

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