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Assegno unico: misura di equità o di disparità? Il commento dell’Avv. Borrata

Marotta 07/05/2022
Updated 2022/05/07 at 10:09 AM
4 Minuti per la lettura
L’assegno unico universale è un aiuto economico per ogni figlio a carico fino al ventunesimo anno di età. Tale misura, lungi dal parificare le posizioni economiche dei coniugi, sembrerebbe foriera di conflitti e di disparità nella regolazione dei rapporti patrimoniali tra i coniugi. Approfondiamo la questione con l’Avv. Edna Borrata.

La collocazione dei figli e le ricadute sulla figura materna

Oggigiorno la percentuale di coppie separate e in forte crescita. Nella maggior parte dei casi, il Tribunale dispone l’affido condiviso e il collocamento prevalente presso uno dei due genitori. “Di solito i minori sono collocati presso la madre,” spiega l’Avv. Edna Borrata. “In primis per ragioni sociali e culturali ma altresì perché la Cassazione ha più volte affermato il principio di maternal preference per i figli in età scolare.”

Ciò ha delle ricadute di non poco rilievo. “Troppo spesso il lavoro di cura e di educazione pesa sulle spalle delle madri, presso cui i figli sono prevalentemente collocati. Soprattutto ove l’altro coniuge disattenda all’obbligo di corrispondere l’assegno di mantenimento. L’ipotesi non è remota: basti guardare ai numeri delle querele sporte nell’ultimo anno per violazione degli obblighi di assistenza familiare.”

Il d.lgs. 230 del 2021, istitutivo dell’Assegno Unico

Le disparità sembrerebbero accentuate dalle previsioni legislative in tema di assegno unico. Il decreto legislativo 29 dicembre 2021, n. 230, ha istituito l’Assegno unico e universale per i figli a carico (di seguito AUU). Si tratta di un beneficio economico mensile attribuito ai nuclei familiari in base alla situazione economica del medesimo.

Di recente, l’INPS è intervenuto a precisare la portata del disposto. Di regola, l’assegno è erogato in pari misura tra coloro che esercitano la responsabilità genitoriale ovvero hanno l’affidamento condiviso dei figli. L’assegno potrà essere erogato ad uno solo dei coniugi su accordo delle parti; ove il beneficiario abbia l’esercizio esclusivo della responsabilità genitoriale o l’affido esclusivo; su disposizione del giudice.

Il parere dell’Avvocato

Come osserva l’Avv. Borrata, L’INPS interviene a gettare lumi a fronte di un vuoto normativo che va urgentemente colmato. Invero, la genericità del disposto è foriera di conflitti tra i genitori che intendono accaparrarsi il beneficio.”

Non mancano esempi a sostegno delle perplessità sollevate. “Si giunge al paradosso che anche in presenza di un procedimento penale a carico di un genitore inadempiente degli obblighi di natura economica scaturenti dallo scioglimento del matrimonio verso i figli, quest’ultimo avrà comunque accesso all’assegno unico al 50%. Ciò per i motivi più vari: perché ha inoltrato la pratica per primo; perché ha ottenuto il collocamento di uno dei figli.”

Si evidenzia, dunque, la necessità di un più puntuale intervento del legislatore. Come precisa l’Avv. Borrata, “Sarebbe necessario disciplinare per iscritto le eccezioni alla regola generale.” Un ausilio potrebbe arrivare dalle nuove tecnologie: “Potrebbe essere utile creare un’anagrafe digitale delle famiglie separate e divorziate, a supporto dell’efficacia delle comunicazioni tra giustizia, INPS e pubblica amministrazione.”

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