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L’asma è una malattia infiammatoria dell’apparato respiratorio. I sintomi tipici di questa patologia sono solitamente cronici o intermittenti e coinvolgono i bronchi, con un improvviso restringimento delle vie aeree (broncospasmo) e una produzione eccessiva di muco.

 

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Prof. Gian Carlo Tenore

I due fenomeni, singolarmente o insieme, rendono difficile la respirazione, creando una “fame d’aria” (dispnea), causando il respiro sibilante, con un tipico fischio o rantolo, spesso, provocando colpi di tosse che peggiorano ancora di più la respirazione.

La reazione si manifesta con broncocostrizione, edema nelle vie aeree, ed ipersecrezione mucosale, indotta dai mediatori dell’infiammazione (istamina, prostaglandine, leucotrieni, citochine infiammatorie, anticorpi IgE).

L’uso di terapie inalatorie per l’asma può essere fatto risalire all’uso del fumo prodotto dalle sigarette a base di foglie di stramonio (Datura stramonium), la probabile origine per l’uso moderno di agenti broncodilatatori.

I semi della pianta Ammi visnaga erano la fonte originale di kellina, il primo dei broncodilatatori ad essere usato nella pratica clinica.

Mentre molti di questi primi rimedi erboristici sono stati inalati come fumo o vapori, i composti farmaceutici sviluppati per il trattamento dell’asma, basati su queste classi di composti, sono stati poi somministrati in massima parte per via orale o per iniezione, con problematiche di assorbimento e metabolismo. I corticosteroidi per via inalatoria (ICS) sono la terapia d’elezione per la gestione dell’asma.

Sfortunatamente, i sintomi spesso persistono nonostante ricevano un adeguato regime di ICS. I beta2-agonisti a lunga durata d’azione (LABA) sono tra i farmaci che possono essere utilizzati in combinazione con ICS, come alternativa all’aumento della dose di ICS. Tuttavia, anche l’uso dei LABA è stato associato ad un aumentato rischio di effetti avversi correlati all’asma.

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I polifenoli sono potenti antiossidanti presente soprattutto nella buccia dell’uva rossa. Gli effetti positivi dei polifenoli sull’asma sono stati ampiamente comprovati su animali da laboratorio, come topi e ratti con bronchite asmatica provocata artificialmente.

I loro effetti antiinfiammatori ed antistaminici sembrano essere associati alle loro capacità immunomodulanti, ossia, di inibire il rilascio IgE-mediato di istamina e l’attività di specifiche cellule immunitarie correlate alle reazione asmatiche indotte da allergeni.

Inoltre, sembrano poter agire da potenti chelanti nei confronti di metalli pesanti sia bi- che trivalenti. Tale capacità rendono i polifenoli dell’uva tra le più potenti molecole naturali in grado di inattivare reazione radicaliche catalizzate da tali metalli, contrastando, pertanto, le patologie correlate allo stato di stress ossidativo.

Uno studio condotto dal Dipartimento di Pediatria della Seconda Università di Napoli (Miraglia Del Giudice et al., 2014) ha previsto la somministrazione intranasale, a bambini affetti da rinite, di una soluzione isotonica allo 0.05% di i polifenoli dell’uva (300 µg/die per 2 mesi).

I bambini hanno evidenziato una significativa riduzione di tutti i sintomi nasali monitorati (bruciore, starnutazione, rinorrea ed ostruzione), oltre che dell’uso di prodotti antistaminici.

Ma è solo nel 2019 che per la prima volta è stato sperimentato un aerosol innovativo a base di estratto di uva rossa, ricco in polifenoli, per la cura dell’asma. I Laboratori NutraPharmaLabs, del Dipartimento di Farmacia dell’Università Federico II di Napoli, hanno chiesto ad una ventina di soggetti di sottoporsi quotidianamente ad un aerosol ottenuto solubilizzando in soluzione fisiologica un estratto polifenolico di uva rossa.

Tali soggetti erano caratterizzati da asma di grado moderato-grave, ed erano già in terapia o non con farmaci per il trattamento dell’asma. Lo studio è durato per un periodo di due mesi, durante il quale ai soggetti è stato misurato ogni 15 giorni il flusso respiratorio mediante test di spirometria.

Al termine dello studio, i soggetti evidenziavano un miglioramento del flusso respiratorio di circa il 30% e avevano diminuito la frequenza di utilizzo di farmaci antiasmatici.

I risultati ottenuti dalla Federico II dimostrano che l’uva rossa, oltre che per la produzione di vino, può essere utilmente impiegata come fonte di estratti per la formulazione di prodotti naturali efficaci nella terapia aerosol contro l’asma.

La ricerca napoletana sta andando avanti per verificare se tali prodotti possano rivelarsi utili anche per patologie respiratorie più gravi, come quelle virali e le broncopolmonari cronico-ostruttive.

di Gian Carlo Tenore

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°194
GIUGNO 2019

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