L’ascesa di Maldestro: dal successo di Sanremo al primo romanzo

Maldestro

Dopo la parentesi Sanremese, è in arrivo il primo romanzo del cantautore napoletano Maldestro

 

In stile cantautoriale Maldestro nome d’arte di Antonio Prestieri, classe 1985 è nato e cresciuto nel quartiere Scampia, nel 2015 pubblica l’album d’esordio dal titolo “Non trovo le parole”. Con voce carismatica e sorriso contagioso ha esordito calcando il palcoscenico dell’Ariston, fra le nuove proposte della 67° edizione del Festival di Sanremo 2017, con il brano “Canzone per Federica” classificandosi al secondo posto, in cui si è aggiudicato l’importante riconoscimento del premio speciale della critica Mia Martini.

Un’artista verace e sensibile, attraverso un linguaggio entusiastico e coraggioso ha dato vita ad un fruttuoso progetto discografico “I muri di Berlino”, è un entusiasmante raccolta di composizioni inedite, denso di note e sonorità, curato nei dettagli in cui emergono temi di grande impatto che ricalcano stati d’animo e punti di vista, come l’amore, la rabbia, la speranza, la felicità e la sincerità.

Molti i premi e i riconoscimenti ottenuti grazie alle sue intense interpretazioni che gli hanno permesso di valorizzarsi nel panorama musicale, in cui si distingue per l’originalità delle sue corde espressive e compositive. Dopo il successo sanremese, la sua carriera si materializza calcando prestigiosi palcoscenici teatrali italiani: il tour è stato decretato un successo strabiliante, registrando una straordinaria affluenza di pubblico, brano dopo brano le sue doti vocali, confermano la passione e l’inventiva musicale.

 

Maldestro
Maldestro

 

Da cosa deriva la denominazione “Maldestro”?
«Amo prendermi in giro, in tempi sospetti un gruppo di amici mi ha attribuito questo nome. Non è un nome per fare il personaggio, sono realmente maldestro. Inciampo, faccio spesso dei danni allucinanti nella vita e sul palco».

Qual è stato il percorso di scrittura del nuovo album?
«È un percorso fatto di vita vera, di sensazioni, di vissuto reale. Con un occhio rivolto nel sociale, ho catturato storie dagli occhi degli altri, che sono diventate le canzoni di questo nuovo album».

Il filo conduttore che unisce i brani “I muri di Berlino”?
«Un disco che contiene il sentimento umano, i timori che ci portiamo dentro, la speranza di un futuro migliore, la quotidianità che non riusciamo ad abbattere, credo che il filo conduttore sia proprio la tenerezza».

Il brano “Abbi cura di te”, l’avrebbe mai immaginato che potesse diventare la colonna sonora del film “Beata Ignoranza”?
«Ho sempre sognato di entrare in un film al cinema con la mia musica, credo di esserci riuscito ed è stata veramente un’emozione pazzesca quando me l’hanno comunicato».

Ti aspettavi un successo simile a Sanremo per il tuo brano “Canzone per Federica”?
«No non me l’aspettavo sono felice, sono cambiate molte cose. Federica è una ragazza che conosco personalmente proviene dalla Sanità ed ha sempre un sorriso per tutti».

Quali saranno i progetti futuri?
«Ho appena concluso il tour e credo che mi fermerò un po’, poiché ho scritto un romanzo, ed è in fase di lavorazione di preparazione per l’uscita. Inoltre mi dedicherò alla stesura e la scelta dei brani che ho scritto negli ultimi tempi, per incidere il nuovo album che vorrei pubblicare entro il prossimo anno».

di Chiara Arciprete

Tratto da Informare n° 176 Dicembre 2017