Il PM Catello Maresca: «La città sta diventando una grande periferia»

 

Il valore di una società ha tanti sistemi di misura che convergono nel lavoro di cittadinanza che ognuno di noi si impegna a sostenere nella propria città. Ed è dal semplice ed essenziale concetto di cittadino e dalla battaglia all’inciviltà e alla criminalità organizzata che nasce l’associazione “Arti e Mestieri” nel cuore di Napoli. Promossa dall’imprenditore Rosario Bianco, patron di Rogiosi editore, e dal magistrato Catello Maresca, Sostituto Procuratore della Repubblica Gruppo Antiterrorismo e Reati contro la Pubblica Amministrazione, l’associazione ha come scopo quello di avvicinare i giovani alle arti e ai mestieri della antica tradizione partenopea, in sinergia con la Fondazione F.I.R.S.T. (Frontiere Internazionali di Ricerca Scientifica e Tecnologica).

 

 

«Napoli – afferma il PM Catello Maresca – è diventata una grande periferia: non si capisce più dove sono i buoni e dove i cattivi. Il cambiamento avviene se decidiamo tutti di fare rete. Possiamo avere grandi risorse umane ma se non siamo ben organizzati non riusciremo a vincere la partita della sopravvivenza della società civile. Al momento stanno vincendo i valori dell’inciviltà. Noi ci proponiamo come associazione a “beninquere” perché la delinquenza ci sta rosicando una parte della nostra vita. I problemi – continua Maresca – non si risolvono da casa, bensì rimboccandosi le mani. Oggi abbiamo dimenticato cosa significa essere cittadini tanto che siamo arrivati al punto di utilizzare termini come “cittadinanza attiva” o “consapevole”, come se questi non fossero già attributi insiti nel concetto di cittadinanza. La parte sana della città deve diventare contagiosa.

Dobbiamo entrare nelle teste dei ragazzi e far capire loro che la strada dell’illegalità è un piacere effimero, un vicolo cieco, una vita brutta, schifosa e senza sbocchi. Nonostante tutto, io ho molta fiducia perché ci sono molti ragazzi che hanno voglia di uscire da questa mentalità criminale e questo sforzo possiamo farlo e questa sfida dobbiamo vincerla».

di Fabio Corsaro
Foto di Gabriele Arenare

Tratto da Informare n° 177 Gennaio 2018