Il 4 dicembre è stata inaugurata la Mostra Internazionale del Presepe, esposta nella Chiesa di Sant’Angelo a Segno, in via dei Tribunali 45, aperta al pubblico fino 14 gennaio. Al taglio del nastro, il Cardinale Crescenzio Sepe, il magistrato Catello Maresca, l’imprenditore ed editore Rosario Bianco e gli artisti Peppe Barra e Lello Esposito. La Mostra Internazionale del Presepe rientra nel più ampio progetto “Il Presepe napoletano come strumento di evangelizzazione“, proposto da Rosario Bianco e Catello Maresca, con l’Accademia delle Arti, Mestieri e Professioni e PartenArt. Il progetto, patrocinato dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione e dall’Arcidiocesi, culminerà in un Convegno Internazionale sul Presepe, che si terrà il 10 gennaio presso l’Auditorium della Curia Arcivescovile. Il percorso espositivo è composto da 21 pezzi, anche della Fundación Díaz Caballero del Museo Internacional de Arte Belenista di Mollina (Málaga) e del Museo Salzillo di Murcia, custodi dell’arte presepiale. Nell’auditorium multimediale della Curia Arcivescovile, si confronteranno i maggiori esperti, storici e artisti del presepe napoletano, per illustrarne la storia e comprendere quale sia il suo ruolo nel mondo attuale.

La storia

Il presepe racconta una storia antica, ma sempre nuova. Traduce in scena valori di una religiosità profonda e intensa. Accoglie tutti: dagli angeli agli animali, dai ricchi ai poveri, dal popolo napoletano agli stranieri. Il presepe a Napoli è cultura, è tradizione, è arte, ma è soprattutto spiritualità. Un rituale imprescindibile che, non solo a Natale, ci invita alla contemplazione e alla riflessione, e lo fa attraverso l’ingegno e le mani dei più sapienti artigiani partenopei. “Abbiamo cercato di ispirare l’esposizione e il congresso anche alla tradizione napoletana – racconta Catello Maresca La tradizione napoletana del Presepe nasce nel 1700 ed è stata seguita, per un periodo importante, fino a 50 anni fa, da un Congresso, che, ogni anno, si celebrava nella città di Napoli e che dava conto proprio di questa origine artistica, legata a scultori famosi. Il più grande modellatore di statuine del presepe era Giuseppe Sanmartino, noto per il Cristo Velato, uno dei monumenti più apprezzati della città. Quindi, puntiamo al recupero di questa tradizione, anche nella scia della nostra cultura e nella valorizzazione delle cose belle di Napoli. Quando, poi, si riesce ad abbinare l’intervento sociale, con i ragazzi dell’Accademia delle Arti, Mestieri e Professioni che saranno impegnati nell’accompagnamento alla visita dell’esposizione, nella custodia e nella vigilanza della mostra, credo che Rosario Bianco, io e tutti gli amici che ci sostengono, siamo sulla strada giusta”.

 

di Grazia Martin

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