Arte: pubblicato il libro sull’Effettismo con immagini inedite e vissuti dei protagonisti

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Sono tempi certamente bui, ma mai lasciar tramontare l’attesa, perdere la speranza. La parola nuova che dobbiamo sempre sentire nostra deve essere: “programmare il futuro”; e sarebbe bene farlo come una forma laica di poter essere speranzosi del domani. Nonostante tutto. Senza mai perdere la lucidità e la consapevolezza del momento storico che stiamo attraversando.  È anche così che si può intendere il nuovo libro sull’Effettismo, da poco uscito nelle librerie, che racconta la prima corrente di pittura contemporanea dai tempi della Transavanguardia internazionale. L’Effettismo riempie il vuoto nel mondo dell’arte italiana propugnando l’originalità dell’opera e l’emozione che il dipinto deve trasmettere all’osservatore, in contrasto all’abuso della tecnologia, all’arte che arreda e al plagio di realtà d’oltreoceano.

Sul movimento pittorico fondato dal compianto maestro Franco Fragale, è stato pubblicato questo libro (Gangemi editore, 108 pagine, di cui 18 di immagini, costo 20 euro) la cui prefazione è di Francesca Romana Fragale, figlia del maestro Franco e attuale leader del movimento. Il testo è articolato sulle biografie dei pittori che hanno aderito ai valori della corrente, tutti provenienti dal mondo delle professioni, nei più disparati campi. Ci sono filosofi, poeti, attori, scrittori, musicisti, sociologi, ma anche medici, matematici, biologi, avvocati e giudici e c’è Mattia Fiore, artista caivanese e referente per la Campania della corrente artistica che si sta impegnando nella promozione del libro e nello stesso momento dell’Effettismo, nell’ambito della sua infrenabile voglia di far esaltare la Bellezza.
La sezione immagini si apre con un dipinto inedito del Maestro Fragale, dal titolo “Così è se vi pare”, seguito dalle opere degli Effettisti, molto diverse tra loro, a significare l’eclettismo stilistico del gruppo. Custodisce al suo interno anche un’opera dell’artista Fiore che imponenza dei colori e del materiale trattato fa emergere con gli altri autori la fondamentale importanza sull’uso delle tante e diverse tecniche che hanno come unico obiettivo quello della originalità dell’opera. Una impostazione dunque che si propone di innovare la storia dell’arte italiana e riportarla in posizione di centralità suscitando stupore emotivo nell’osservatore e facendo ritornare centrale il suo ruolo come fruitore dell’opera d’arte.

di Antonio Di Lauro

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