Arte e cultura Longobarda al Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Arte e cultura Longobarda al MANN

Il mese scorso si è inaugurata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli la mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia” a cura di Gian Pietro Brogiolo e Federico Marazzi. La mostra, ospitata in precedenza a Pavia, sarà presente a Napoli fino al 25 marzo 2018 per poi essere esposta al Museo Ermitage di San Pietroburgo. Sono centinaia i reperti in mostra al secondo piano del MANN in un allestimento curato nel dettaglio da Angelo Figus, designer di moda, che decide di giocare con tessuti, esagoni e colori per meglio esprimere le diverse sezioni della mostra; un’opera d’arte nell’arte. La mostra risulta essere un viaggio alla scoperta di un popolo che a partire dal 568 irrompe in Italia e ne modifica l’assetto lasciando tracce di una cultura ricca di storia.

 

 

La fusione dell’elemento germanico longobardo con l’elemento romanico pone le basi per la nascita e lo sviluppo della società italiana dei secoli successivi. È Massimo Depaoli, sindaco di Pavia, a ricordare che «L’idea non parte dal rimpiangere Pavia capitale del regno longobardo, non è nostalgia territoriale ma è proiezione verso il futuro. La presenza dei longobardi nel nostro territorio ha posto alcune questioni e alcuni temi che sono di grande attualità anche oggi: rapporto fra popoli diversi, migrazioni di massa e unitarietà o meno di uno Stato federale o strutturato». Fondamentale è la ricerca di un riscatto e la riscoperta di un popolo che vale la pena di essere ricordato. Paolo Giulierini, direttore del MANN, ribadisce che «la cultura della Campania vede l’arrivo dopo Greci e Romani di tanti altri popoli come longobardi e normanni che caratterizzano la complessità e la ricchezza della regione Campania. Per questo abbiamo accettato la sfida legandoci al comune di Pavia e al grande Museo Ermitage accogliendo il progetto scientifico di Brogiolo e Marazzi».

Di importante rilevanza ha la sezione didattica a chiusura della mostra per sviluppare lo spirito di osservazione e acquisizione delle informazioni in modo semplice e divertente. «Una mostra deve lasciare qualcosa, il giorno dopo non deve mai essere come il giorno prima». E Napoli, ancora una volta, si conferma come sede e culla di cultura pronta ad ospitare le mostre più inedite.

di Giovanna Cirillo

Tratto da Informare n° 177 Gennaio 2018