Il parcheggiatore abusivo è un omino piccolo piccolo, umanamente discutibile, delinquente e talvolta pure affiliato a qualche associazione criminale, che estorce denaro sperando di dettare legge, molto probabilmente nullatenente e che nonostante tutto, la passa sempre liscia. Finalmente, una parte della politica napoletana si è mossa affinché misure legislative serie possano contrastare l’arroganza di queste persone. Infatti, su iniziativa di Francesco Emilio Borrelli, consigliere dei Verdi della Regione Campania, Marco Gaudini, consigliere comunale di Napoli, Fiorella Zabatta, vicesindaco di Pozzuoli, e Gianni Simioli, conduttore radiofonico della Radiazza, è stata lanciata una petizione per sollecitare la modifica della legge in vigore, richiedendo l’arresto da sei mesi a un anno per i parcheggiatori abusivi in caso di reiterazione del reato e l’inasprimento dei controlli e delle sanzioni amministrative. Finora sono state raccolte in pochi giorni circa 4.000 firme online su change.org; l’obiettivo è quota 10.000 per poter presentare in Parlamento questa proposta. Abbiamo incontrato Francesco Emilio Borrelli in Piazza del Plebiscito a Napoli, nei pressi della  Prefettura, in occasione della raccolta firma organizzata pochi giorni dopo aver subito un’aggressione per mano proprio di un parcheggiatore abusivo e un imprenditore di un locale in Via Marina.

 

Francesco Emilio Borrelli contro i parcheggiatori abusivi
Francesco Emilio Borrelli contro i parcheggiatori abusivi

 

Francesco, qual è la molla che ha dato finalmente vita a questa iniziativa?
«Questa iniziativa nasce dall’esasperazione dei cittadini e dall’arroganza di questi delinquenti, la maggior parte dei quali sono pregiudicati o sentinelle della camorra, persone quindi che estorcono il denaro. Anche le multe delle forze dell’Ordine nei loro confronti sono vane in quanto risultano nullatenenti. Invece, scopriamo poi che guadagnano tra i 1.500 e i 6.000 euro al mese, che alcuni di loro hanno fatto fortuna e hanno comprato addirittura dei condomini ad Ascea, delle case vacanze a Scalea che mettono in fitto, dei negozi a Via Posillipo; addirittura c’è un parcheggiatore abusivo che ha acquistato, e ne ha postato la foto su Facebook, una cucina d’oro per la figlia appena sposata. Onestamente, non si può tollerare una cosa del genere. Queste sono tutte persone che vivono in case popolari, a spese dello Stato, con i ticket pagati a spese nostra. È una doppia spesa: da una parte estorcono e da un’altra vivono anche alle nostre spalle».

Ci racconti lo spiacevole episodio che ti ha visto coinvolto ultimamente contro un parcheggiatore abusivo?«Ero a Via Marina e ad un certo punto si è creato un ingorgo dovuto al fatto che i tavolini appartenenti al locale del “Ciottolo” erano posizionati su un pezzo della carreggiata, facendo parcheggiare le macchine sulla parte opposta della carreggiata e, infine, un parcheggiatore abusivo con la pettorina dirigeva il traffico sull’unica carreggiata libera. Io mi sono fermato e ho cominciato a documentare il fatto che il locale aveva occupato anche la pista ciclabile per mettere i suoi tavolini e ad un certo punto è nato un parapiglia nel senso che il signore mi ha cominciato ad insultare, minacciare, hanno anche preso la targa del mio scooter e gli estremi per mandarlo, a detta loro, in una chat su WhatsApp di parcheggiatori abusivi. Subito dopo mi è stato spaccato il parabrezza del mio motorino. Successivamente, il proprietario del locale mi ha dato pugni in faccia e alle spalle il parcheggiatore abusivo mi ha colpito dietro la schiena e mi hanno sequestrato il cellulare. Sono ritornato poco dopo con la polizia municipale, mi sono rifatto dare il cellulare e loro hanno già una multa di 30.000€ per l’occupazione ed ora ci sarà un processo».

Cosa ti aspetti da questa iniziativa e che riscontro speri di ottenere?
«Speriamo di arrivare quanto prima a 10.000 firme per portare la proposta in Parlamento. La nostra non è soltanto una battaglia per la legalità ma anche per la civiltà perché se è vero che ci sono tanti parcheggiatori abusivi delinquenti, ci sono tanti cittadini complici».

di Fabio Corsaro

Tratto da Informare n° 184 Agosto 2018