Armando Scalzone, “il numero 12 è un campione”

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Nella vita ci vuole coraggio, ci vuole amore, passione, voglia di fare e di mettersi in gioco. Il suo, era il Basket. Parliamo di Armando Scalzone, un uomo che possedeva tutte queste peculiarità, un uomo forte e grintoso che è riuscito a incidere il suo nome nella pallacanestro regionale.

I successi sportivi nella famiglia Scalzone rappresentano una routine, iniziando dal papà, Angelo “Peppino” Scalzone, che fu campione di tiro a volo italiano vincendo la medaglia d’oro ai giochi olimpici nel 1972 a Monaco. Da quest’ultimo, Armando ha ereditato la grinta sportiva, trasmettendola a sua volta ai suoi figli Angelo e Andrea, che emergono in maniera incisiva nel panorama agonistico, nella disciplina del calcio il primo, e nella pallanuoto, il secondo.

Armando, grande cestista, in campo era un uragano. Alto 1,95, con il ruolo di Pivot, sfidava gli avversari ottenendo sempre grandi risultati, facendo così gioire i tifosi di tanti club come Benevento, Scauri, Latina e Cassino. Con precisione Scalzone, riconosciuto nel basket con la maglietta numero 12, arriva a Cassino nella stagione 87-88 con la società “Longo e Pagano Cassino” e nello stesso anno vinse il campionato di serie D. Nell’anno successivo quello di serie C e nella stagione 89-90 la squadra riuscì a salvarsi nello spareggio finale contro la Reggio-Calabria, entrando storicamente in serie B.
Nel ’92 si trasferì a Latina dove attraversò un anno difficoltoso, mentre gli ultimi anni della sua vittoriosa carriera, li ha trascorsi a Scauri, squadra con cui vinse il campionato di serie C. Armando viene reputato un “grande vincente”, ritenuto un importante giocatore grazie a sei campionati vinti in cui ha militato.

Poi, nel 2018, la notizia sconcertante di un mostro che si stava impossessando del suo corpo: la SLA.
Una malattia ancor di più struggente per uno sportivo, uno sportivo al quale verrà strappata via la possibilità di muoversi.
Armando però, da persona “tosta” quale era, reagisce a parere dei figli “con grande dignità e mai un lamento, perché ha sempre sostenuto di potercela fare e mai si è dato per vinto. Spesso era lui che rincuorava noi, anche quando aveva capito che ormai si era fatta dura, ma cercava di non farcelo pesare”.

Un anno dopo, il numero 12 ci lascia, con grande dolore e rammarico degli amici dei quali si è sempre contornato, perché oltre ad essere un valoroso giocatore, Armando era anche una grande persona, voluta bene da molti. La sua maglia numero 12 sarà ritirata per sempre dal Basket Cassino, la cerimonia è avvenuta il 10 novembre nel corso dell’intervallo della partita di serie C Silver, contro la Virtus Velletri.
Alla presenza dei suoi cari, amici e tifosi la figura di Armando viene vista come il commovente esempio di un campione che fino alla fine non ha perso la speranza e la voglia di vivere. Alla fine della cerimonia ai suoi figli è stata consegnata una targa con inciso: “In ricordo di un grande uomo e di un grande giocatore di Basket: ARMANDO SCALZONE”.

di Clara Gesmundo

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°200
DICEMBRE 2019

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