La Biblioteca Internazionale “La Vigna”

Come è bello cercare e curiosare sempre. Così facendo mi sono imbattuto in qualcosa di grandioso, ma lontano dalla nostra terra, tanto da farmi giungere a Vicenza. In questa bellissima città del Veneto, ho scoperto l’esistenza della Biblioteca Internazionale “La Vigna”, fondata nel 1981 dall’industriale vicentino Demetrio Zaccaria (1912-1993).
È un istituto culturale e di documentazione specializzato nel settore delle scienze agrarie, con particolare attenzione alla viticoltura e all’enologia.
È dotato di un patrimonio librario di circa 62.000 volumi, databili tra il XV secolo sino ad arrivare ai giorni nostri, considerato dagli studiosi anche stranieri, il più ricco a livello mondiale, interamente catalogato nel Servizio Bibliotecario Nazionale e messo a disposizione degli utenti attraverso un catalogo informatizzato raggiungibile anche mediante interfacce web.
Il fondatore di questa “Perla culturale” è stato Demetrio Zaccaria, nato a Vicenza il 6 aprile 1912. Il tempo libero lo trascorreva sul lago di Garda, in una casa da lui stesso costruita con giardino, orto e uliveto, che amava coltivare. La passione per la viticoltura e l’enologia nacque un po’ per caso, nei primi anni ’50, dopo aver conosciuto i soci dell’associazione “Amici del Vino del Piemonte”. Si associò al Gruppo e iniziò a comprare libri in Italia e in tutto il mondo. Dalla continua voglia di saperne di più passò a costituire un grande e prezioso patrimonio librario che abbracciò anche la gastronomia, la cultura e la civiltà contadina della sua terra d’origine.
Il suo desiderio era di condividere il proprio patrimonio librario. Fu allora, nel 1981, che mise in atto la decisione di donare i circa 12 mila volumi e il palazzo Brusarosco, scrigno del suo tesoro inestimabile, al Comune di Vicenza, a patto che dopo la sua morte nulla andasse disperso. Venne così fondato il Centro di Cultura e Civiltà Contadina – Biblioteca Internazionale “La Vigna”. La vite e il vino furono la vera passione di Demetrio Zaccaria. Tra le opere più interessanti conservate in questa Biblioteca si trovano alcune edizioni del De naturali vinorum historia (1596) di Andrea Bacci, una disamina dei vini italiani più famosi del XVI sec. Francesco Scacchi nel De salubri potu dissertatio (1622) scrive per la prima volta del vino frizzante; l’Ampelographia (1661) di Philipp Jacob Sachs è un importante trattato scientifico sulla vite, gli organi della pianta, la coltura, il frutto e la trasformazione in vino e aceto. Nelle raccolte della Biblioteca si ricorda la presenza di edizioni di gastronomia risalenti al ‘500 e ‘600, fino ad arrivare ai trattati dell’800: il De honesta voluptate et valitudine di Platina (1530), considerato il primo trattato di gastronomia moderna; Il Trinciante di Vincenzio Cervio (1622) e La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene (‘800) di Pellegrino Artusi, il quale diventa la bibbia gastronomica delle famiglie italiane.
Le finalità della Biblioteca Internazionale “La Vigna” sono precisate nei primi articoli dello statuto: conservare un patrimonio librario di eccezionale valore. Ha contribuito con la digitalizzazione di propri e importanti testi di culinaria alla redazione di un Vocabolario Storico della Lingua Italiana della Gastronomia, progetto avviato dall’Accademia della Crusca in collaborazione con l’Accademia Barilla di Parma. La Biblioteca ha un simbolo che la rappresenta: uno scudo delimitato da elementi vegetali con una pianta di vite attorcigliata ad un palo nel campo centrale, sormontato da una corona di foglie di vite. Due liste svolazzanti riportano con lettere maiuscole romane le scritte: “Silva talem nulla profert” e “La Vigna”.