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Approvato il Decreto Superbonus: cosa cambia

Updated 2024/02/23 at 2:12 AM
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Dopo non poche discussioni da parte del Governo, il Decreto Superbonus è stato definitivamente approvato in Senato. Nonostante molti dettagli siano ancora da definire, i cambiamenti più radicali e immediati sono già chiari.

Cosa cambia con il Decreto Superbonus

L’approvazione del Decreto Superbonus è arrivata martedì sera, e le sue novità hanno già fatto tremare il terreno sotto i piedi di molti. Accantonata ufficialmente la possibilità di prorogarlo, viene confermata l’impossibilità di accesso al Superbonus 110% per le spese effettuate nel 2024. Il cambiamento principale è evidente soprattutto per chi ha, ad oggi, un cantiere all’attivo: lo sconto fiscale passa dal 110% al 70%. In tal caso, sarà possibile riscuotere i crediti al 110% dei lavori effettuati entro la fine del 2023.

Per chi, per mancanza di possibilità economiche, si vedrà costretto ad anticipare la chiusura del cantiere non sarà necessario restituire i crediti già ricevuti; tuttavia, quest’ultimo scenario è valido esclusivamente per chi ha scelto la cessione del credito o lo sconto in fattura, escludendo così chi ha deciso di detrarlo dall’Irpef. Le famiglie con un reddito al di sotto dei 15mila euro potranno accedere a un contributo per facilitare il pagamento dei lavori che non rientrano nel Superbonus, a patto che entro la fine del 2023 abbiano presentato un avanzamento dei lavori pari ad almeno il 60%.

Le eccezioni

Vi sono delle eccezioni rispetto a quanto stabilito dal Decreto Superbonus, seppur esse siano particolarmente limitate. Le uniche spese che, nel 2024, potranno essere rimborsate dal Superbonus saranno quelle destinate agli edifici colpiti da eventi sismici, danneggiati da questi ultimi. A essi si affiancano gli enti del Terzo settore che si occupano di servizi socio-sanitari e assistenziali. Tutti gli altri dovranno necessariamente far riferimento ad altre tipologie di bonus, tra cui l’Ecobonus o il Bonus ristrutturazione.

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