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C’è un diritto dei luoghi che reclamano il dovere di onorare la memoria di chi li ha resi patrimonio dell’Umanità. Elea è Parmenide. Il nome della città è la sua scuola. A Elea è nata la prima città come edificazione politica e giuridica di una società comune di differenti etnie. A Elea è nata la prima democrazia e l’educazione sociale della vita sulla via della verità senza finzioni, senza inganni e prepotenze d’interessi.

Ad Elea è nata la filosofia dell’Essere e Pensare. Quando essere e pensare non sono lo stesso, si perde la dimensione vera del vivere e dell’abitare. Non si possono realizzare opere senza pensare né si può pensare di agire senza la cura dell’essere. Elea è da sempre il Poema di Parmenide che rappresenta quella “bene circolare” (eukluke) verità (alethe) come via da seguire, come auriga della propria esistenza, guidata dalle “figlie del sole” fino a quella Porta Rosa aperta dalla Giustizia sulla strada della Verità. Elea è il santuario della filosofia. Non destinato a commemorazioni che finiscano nella nostalgia di un tempo perduto. Elea reclama il diritto di rappresentare la “città cattedra” dell’educazione filosofica, politica, giuridica, scientifica, umana.

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Chiunque arrivi dal mare ad Elea, Velia per i Romani, in Marina di Ascea, nel Parco del Cilento e del Vallo della di Diano, vede la stessa Acropoli, vede lo stesso cielo, immagina la stessa città e la stessa dea auriga di Parmenide che la governa con sapienza. Deprecabile, inaccettabile, ignobile è che quella vista sia sfregiata, già da troppo tempo, dal cemento dell’abusivismo edilizio, che viola il grado più elementare di rispetto del patrimonio di umanità. È ora che quell’esecrabile scempio venga rimosso, prima che una nuova destinazione, annunciata dal Comune di Ascea come di “pubblico di interesse”, manifesti pubblicamente la prepotenza dell’interesse privato che distrugge ad un tempo passato e futuro.

È ora che parlamentari europei presentino denuncia formale e che l’Unione Europea intervenga come soggetto in causa per riportare Elea alla vista che la rispetti avviando il processo di istituzione in questi territori di un’Università internazionale dell’Essere e Pensare. In forma solenne deponiamo qui, davanti all’arco della porta Rosa di Elea, primo di quella universale civiltà, questo appello a difesa del diritto di inviolabilità del luogo e per la costruzione di un’Università mondiale dell’essere e del pensare. Ai piedi della Porta dove è nata la Filosofia e ha radici la Cultura Occidentale, da edificare permanentemente non per chiudersi in un recinto di archivio, ma per aprirsi a nuove ricerche e nuovi orizzonti ispirati da Parmenide e Zenone, dai filosofi e medici, dai legislatori del saggio governo che avevano in spregio i tiranni. Nuove ricerche che guidino il cammino mirando al centro del cerchio della verità, che circoscrive la via di ogni persona che voglia significare la propria appartenenza alla bellezza che è divina e al bene che è umano. *Diamo avvio alla mobilitazione per una manifestazione di scuole medie superiori e delle università a difesa della rocca di Elea perché la memoria della Scuola Eleatica sia generatrice del futuro.

di Pino Ferraro e Nino Daniele

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