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Apatia e indifferenza: un male sottovalutato

Palmina Falco 01/11/2022
Updated 2022/11/02 at 12:35 AM
3 Minuti per la lettura

Ci sono dei momenti in cui ci diciamo “non ho voglia di fare niente, solo dormire!” e, preferiremmo di gran lunga stare nel letto tutto il giorno a perdere tempo: questa condizione è tipica di chi vive nell’apatia. Essa non va scambiata per pigrizia ne tantomeno confusa con la depressione in quanto sono due diversi pianeti: la pigrizia è la mancanza di determinazione nel compiere un’azione mentre lo stato depressivo è un’importante patologia mentale.

Apatia: etimologia

L’etimologia del termine proviene dal greco a-pathos ovvero “assenza di passione“ cioè un profondo stato di indifferenza, di vuoto, dove non sembra esserci posto per le emozioni. Se ti ritrovi in questa condizione  probabilmente  non provi gioia o piacere di fronte agli eventi della vita, sei indifferente, inerte, pigro, senza iniziativa o voglia di socializzare.

Da dove nasce la mancata voglia nel voler fare le cose: i tre casi possibili

Ci sono mille ragioni che posso indurci a questo stato di malessere. L’apatia, ad esempio, può essere causata da  delusioni che abbiamo ricevuto e può essere legata anche a ciò che è avvenuto nel nostro presente. In un certo senso, si diventa apatici anche per reazione a delle aspettative che si avevano e che sono state deluse. In questi casi, tendiamo ad esprimere la nostra rabbia sotto forma di assenza di di motivazione. Un’ulteriore ragione potrebbe essere legata a confronti costanti e spesso irraggiungibili.

Se scorriamo le home dei social ci ritroviamo a visualizzare costantemente vite perfette, fatte di momenti felici e spensierati; chiaro che  se questi sono i termini di paragone con cui noi misuriamo il nostro successo e la nostra soddisfazione personale, allora è quasi sicuro che ci sentiremo stanchi, demotivati e apatici. L’apatia  può essere legata alla depressione in quanto associata ad autosvalutazione, ostilità repressa, scarsa energia e blocchi emotivi piuttosto intensi.

Come uscire dallo stato apatico

C’è una strana legge secondo cui più facciamo, più faremmo e, di contro, meno facciamo e meno faremmo e in virtù di ciò, una volta riconosciuto il nostro stato è importante cercare di reagire. Questo significa, quindi, che se ci facciamo prendere dall’apatia e dalla voglia di non fare niente oggi, chissà, magari, non ci verrà voglia di fare nulla neanche domani, dopodomani tra una settimana e così via. Ma, se oggi reagiamo prefissandoci anche solo un piccolo obbiettivo, questo semplicemente atto di fare mette in moto un meccanismo per cui, piano piano, l’apatia va a scomparire.

Rivolgersi a qualcuno

A volte  nonostante  tutto l’impegno possibile, non riusciamo a uscire dal labirinto che ci siamo costruiti. Ecco che, in questi casi, è importante affidarsi ad un’aiuto esterno, qualcuno di fidato a cui raccontare ciò che sentiamo senza sentirsi giudicati e, al contempo, a vedere i nostri limiti e a superarli.

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