“Nel mezzo del cammin di nostra vita” può capitare arrivino le più grandi soddisfazioni, raccogliendo ciò che a fatica, nel frattempo, si è sempre seminato. È questo il caso di Antonio Mezzero, che a trentacinque anni ha conquistato il XVII Trofeo Caputo, diventando il nuovo Campione del Mondo dei Pizzaiuoli. Nato a Francolise, in provincia di Caserta, Antonio è partito da zero, o meglio da una sorta di “doppio zero”, che emblematicamente identifica una delle tipologie di farina che usa per l’impasto della sua pizza napoletana. Ancora bambino, va via insieme ai suoi genitori e ai suoi quattro fratelli, in Germania. È lì che si avvicina al mondo della gastronomia, ma per qualche anno si dedica ad altro. Inizia a giocare a pallone col fratello gemello Giacomo. Si appassiona e segue le orme di un grande calciatore: Diego Armando Maradona, suo idolo da sempre. Ben presto abbandona quella che si accorge non essere la sua vocazione. Nel frattempo, la famiglia si allarga ancora di più. Nascono altre due sorelle, Genny e Caterina, cui è profondamente legato. Ritorna in cucina, si appassiona all’Arte della Pizza, fino a diventare Ambasciatore della Pizza napoletana in PortogalloA 25 anni parte in macchina dalla Germania, per dare un passaggio al fratello Michele, che vive e lavora in Portogallo. Lì trova la sua seconda nazione e la seconda metà del cuore, Paula, che gli fa decidere di formare una famiglia tutta sua, resa ancora più bella dalla nascita di tre splendidi bambini.

Apre una piccola pizzeria a Porto, con soli dodici posti a sedere, e si fa subito apprezzare per la sua passione e la professionalità.

Nel 2016 fonda la Nazionale Portoghese dei Pizzaioli, che conquista la Coppa delle nazioni a Napoli.

Nel 2017 decide di cambiare il nome del suo ristorante che da Pulcinella diventa Pizzeria Antonio Mezzero – Passione, Arte e Qualità.

Quello di Campione del Mondo è il riconoscimento più prestigioso del Trofeo Caputo, una tre giorni fitta di competizioni, nel corso della quale si disputano ben 9 categorie di gara e che premia la migliore pizza S.T.G. (Specialità Tradizionale Garantita).

Al secondo posto, nella categoria S.T.G., si è qualificato Antonio Esposito, mentre, sul terzo gradino del podio, è salito Takumi Nakamura.

Questa competizione, oltre a incoronare i migliori maestri pizzaioli dell’anno, ha una missione molto importante: diffondere l’arte del pizzaiuolo (con la u) in ogni parte del mondo.

Per questa ragione, il Campionato è preceduto dalla Caputo Cup, una sorta di girone internazionale di qualificazione che consente ai vincitori di ciascuna tappa di partecipare di diritto alla finale partenopea.

Da sempre Mulino Caputo sottolinea come la qualità della materia prima vada di pari passo con la maestria dei pizzaiuoli e con la loro capacità di utilizzare tecniche e saperi antichi. Tutto questo ha contribuito, nel 2017, a far sì che  l’Arte del pizzaiuolo napoletano rientrasse, 58esimo bene tutelato nel Belpaese, nella prestigiosa lista del Patrimonio immateriale dell’Unesco. “La nostra più grande soddisfazione è quella di aver raggiunto un livello qualitativo eccellente in molte pizzerie in tutto il globo. Uno degli obiettivi del Campionato e del Pizza Village è proprio quello di suggerire ai consumatori e agli appassionati i criteri per riconoscere gli ingredienti di qualità, attraverso le ricette e la passione dei grandi pizzaioli”, ha dichiarato Antimo Caputo.

Le gare si sono svolte in simultanea su 6 forni ai quali si sono alternati, nel corso di oltre 1200 competizioni, i 600 partecipanti, accompagnati dalla instancabile “voce narrante” di Enzo Calabrese.

Nove le categorie in cui si sono espressi i pizzaiuoli, confermando anche il grande seguito di cui gode la Pizza fritta che, dallo scorso anno, è ritornata alla ribalta più forte che mai. Quest’anno, nella categoria, si è imposto Raffaele Giustiniani (2129 punti), seguito da Vincenzo Angillotti (1850) e da Bon Know Chang (1750).

Sul podio delle altre categorie sono saliti rispettivamente:

  • Pizza Classica:
  1. Crescenzo Capuozzo (punti 2050)
  2. Zheng Gino (2040)
  3. Mario Kim (2010)
  • Pizza di stagione:
  1. Ciro Magnetti (2240)
  2. Antonio Della Volpe Antonio (2195)
  3. Davide Amabile (2130)
  • Pizza in teglia:
  1. Denis Job (2230)
  2. Vincenzo Gagliardi (2123)
  3. Maria Tofani (1920)
  • Pizza metro/pala:
  1. Claudio Bono (2150)
  2. Maurizio Negri (2000)
  3. Maurizio Iannicelli (1955)
  •  Pizza senza glutine:
  1. Attilio Albachiara (2402)
  2. Vincenzo Fotia (2268)
  3. Salvatore Lionello (2259)
  •   Pizzaiolo juniores: Carmine Argenziano
  •   Pizza acrobatica:
  1. Pizza più larga: Saverio Labate
  2. Pizza più veloce: Said Vidal
  3. Freestyle: Giorgio Nazir

Congratulazioni ad Antonio Mezzero, un grande orgoglio, non solo per tutti i Maestri Pizzaiuoli Napoletani, ma per tutti gli italiani che, anche all’estero, continuano a rendere omaggio alla bandiera tricolore senza mai rinnegare le proprie origini.

di Teresa Lanna

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