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La Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento fa un lavoro immane e davvero non riesco a capire come faccia. Un territorio come il nostro, peraltro violentemente urbanizzato, è in realtà, quasi a ‘sua insaputa’, un grande parco archeologico, anche se non sempre riusciamo a capirlo, a vederlo.

La questione si fa ben più complessa, e al contempo ben più suggestiva, quando siamo di fronte ad aree come quella dell’Antica Capua (che meriterebbe da parte del Ministero della Cultura ben altra attenzione) dove non c’è soluzione di continuità fra ciò che è visibile e ciò che per ora non è ancora visibile. Invece, ci troviamo di fronte ad un intrico di competenze che non fa bene a nessuno, soprattutto se non tutti non hanno il buon senso e il buon gusto di rispettare i propri spazi di competenza.

La verità è che luoghi come Capys avrebbero bisogno di una sorta di supercommissario che raccogliesse nelle proprie mani l’Anfiteatro e le Carceri Vecchie, il Mitreo e le necropoli, il Museo e l’Officina dei Bronzi… e tutto il resto.

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Ma per ora abbiamo una fortuna: responsabile dell’area archeologica della Soprintendenza è in questo momento Antonella Tomeo, brava archeologa, brava studiosa, bella persona che, a differenza di tanti e tante bla-bla-bla, conosce i propri spazi di competenza e cerca di intervenire al meglio con il non molto di fondi e personale messo a disposizione dal Ministero.

Area preziosa dell’Antica Capua è certamente quella che porta verso la splendida Basilica di Sant’Angelo in Formis a proposito della quale confesso qui un mio sogno (proibito?): la sparizione di tutto quello che c’è intorno, pur se mi rendo conto che… no, scherzavo perché non mi rendo conto affatto della necessità di dover sopportare case, alcune pure secolari, e casuoppole intorno ad un gioiello che dovrebbe essere patrimonio dell’umanità.

La scorsa settimana Antonella Tomeo, dopo mesi e mesi di lavoro certosino, ha inaugurato uno spazio di necropoli venuto alla luce durante i lavori per la costruzione di un nuovo supermercato Lidl i cui responsabili si sono fatti carico, spero volentieri, di buona parte delle spese per la messa ‘in luce’ dell’area archeologica e la sua fruizione.

Ancora una volta l’Antica Capua torna a stupire: uno scavo di verifica riporta in luce un altro capitolo della storia grandiosa di uno dei centri più importanti dell’Italia antica. Siamo appena al di fuori del circuito murario, all’ombra dell’imponente mole del Tifata, nel punto in cui si apriva la porta da cui partiva, diretta verso settentrione, la strada sacra che conduceva al tempio di Diana Tifatina (attuale Basilica di S. Angelo in Formis), tra i principali luoghi di culto degli antichi capuani”, leggiamo nel comunicato ufficiale della Soprintendenza. È stata una bella giornata per Capys, per noi tutti, anche perché il rapporto pubblico-privato ha dato qui bellissimi frutti.

Speriamo si possa continuare, che Capys possa continuare a stupirci: uno scavo di verifica ha riportato in luce un altro capitolo della storia grandiosa di uno dei centri più importanti dell’Italia antica. L’esplorazione integrale dell’area del capannone, dell’area a verde e del parcheggio, ha permesso di riportare in luce un imponente battuto stradale (fine del II sec. a.C.).

Tra la fine del I sec. a.C. e gli inizi del I sec. d.C. la strada, non più in uso, fu inglobata nelle fondazioni di un monumento a pianta circolare apparso nel corso delle indagini nell’angolo nord orientale del lotto.

Insomma, è il caso di far festa e di andare in quest’area a vedere quanto è stato fatto e quanto c’è ancora da fare (tanto!): visite guidate presso l’area archeologica di Via Galatina, la Domus di Confuleius e il Ninfeo di Via Bonaparte. Le Giornate dell’Archeologia sono il momento giusto (18 e 19 giugno).

di Jolanda Capriglione

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