Ansia: un invito a ritrovare il proprio centro

Quando perdiamo di vista le nostre radici, diventiamo instabili e tutto ci spaventa.

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Ansia è un termine largamente usato per indicare un complesso di reazioni cognitive, comportamentali e fisiologiche. Questo set di risposte si manifesta in seguito alla percezione di uno stimolo ritenuto minaccioso e nei cui confronti non ci riteniamo sufficientemente capaci di reagire.

Di per sé, l’ansia non è un fenomeno anormale. Al contrario, aiuta a proteggerci attivando l’organismo di fronte ad una situazione che riteniamo pericolosa. Quando diventa un fenomeno cronico e genera una catena di reazioni e di comportamenti che ci impediscono di vivere la quotidianità, assume una denotazione negativa.

Una situazione destabilizzante come la pandemia, ha fatto emergere numerosi casi di malessere psicologico. Ansie, stress e tristezza sono in grande aumento. Conta il momento difficile, ma non solo.

I disagi attecchiscono quando si perde la connessione con la propria natura. Se riusciamo a ritrovarla, ogni ostacolo diventerà superabile.

Affrontiamo l’ansia imparando dall’albero

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Un detto antico dice: “Sii come un albero. Rimani con i piedi per terra. Connettiti con le tue radici. Rinnova le tue foglie. Piegati prima di spezzarti. Goditi la tua unica bellezza naturale. Continua a crescere”.

La natura ha tanto da insegnarci, basta osservarla con l’attenzione e possiamo trarne solo dei vantaggi. Troveremo le risposte alle nostre domande e impareremo a vivere secondo le leggi universali.

Invece, di fare tante domande sul futuro, chiediamoci: ma io, cosa voglio fare? Cosa mi piace davvero? E’ quello il nostro “terreno”, il solo in cui la nostra pianta può mettere radici salde, fiorire di nuovo e fare i nostri frutti.

Essere connessi con le proprie radici, ritrovare il nostro centro è la chiave del benessere interiore. Secondo un testo sacro indiano, l’infelicità ha inizio da uno stato tormentato della mente. Non bisogna cercare di correggere nulla: se si è in accordo con il proprio Io, la felicità sboccia da sola. Quando smarriamo la connessione con il nostro centro vitale, nasce il tormento. Ci sentiamo perduti e allo sbando, senza riferimenti, in panico e andiamo alla cieca. Questo è l’origine dell’infelicità.  Senza il nostro centro naturale, ciò che accade non trova più un senso. Allora i problemi esterni finiscono per occupare tutto lo sguardo e lottarci contro diventa un compito insieme impellente e impossibile. Questo accade perché diamo importanza a cose che non ne hanno: le convinzioni, i doveri, gli obblighi sociali, i luoghi comuni, i ruoli e ci danniamo per governare la vita secondo le regole. Ma non vediamo più ciò che ha valore: la nostra natura.

Inoltre, bisogna aprirsi al cambiamento ed evitare di cronicizzare nelle situazioni che ci procurano il malessere. Esattamente come fa un albero: rinnova le sue foglie di stagione in stagione. Il vecchio va lasciato per dare lo spazio al nuovo.

di Marta Krevsun

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