“L’Anno della Capra”: il nuovo libro di Carlo Giuseppe Comes

“L’anno della Capra” di Carlo Giuseppe Comes

Secondo la tradizione cinese, il segno della Capra è connotato da «gentilezza, temperamenti miti, timidezza, cordialità e un forte senso della giustizia» come spiega l’autore nell’introduzione.

Il libro si presenta come una raccolta di saggi brevi scritti sotto il segno della Capra, iniziato con il Capodanno cinese del 2015.

Ogni saggio affronta temi diversi di attualità e spesso gli stessi fatti di cronaca sono spunti per riflessioni filosofiche più ampie.

Un libro sociologicamente perfetto.

Di quella sociologia non finta impegnata, che specula su dati irreali, ma diretta e senza peli sulla lingua. L’individuazione attenta dei veri problemi del paese permette osservazioni obiettive, con le quali risulta davvero difficile non essere d’accordo.

Senza mai distaccarsi dalla realtà, senza mai divagare in solenni e popolusti discorsi fine a se stessi, come ormai siamo abituati ad ascoltare nelle arene politiche. I saggi sono introdotti da una citazione che spesso racchiude il senso del messaggio di quel tema, un espediente per stimolarne la lettura e che, allo stesso tempo, mostra le radici culturali e valoriali dell’autore.

Lo spirito di Carlo Comes ricorda quello della Scuola di Francoforte (di cui pure utilizza alcune citazioni come quelle di Erich Fromm o Theodor Adorno) secondo cui la critica non è qualcosa di astratto ma un’azione pratica per poter apportare il cambiamento ad una società tutt’altro che equa.

Il suo è un mos maiorum moderno che si adatta alle esigenze di un mondo in cambiamento con nuove problematiche sempre più complesse.

Dalle falle della pubblica amministrazione italiana alle possibilità di riscatto delle donne islamiche, dal rapporto stato-mafia alla guerra come male universale, traspare nelle parole dell’autore un’amara consapevolezza delle ingiustizie che attecchiscono la nostra città, il nostro Paese o il mondo tutto, senza però mai abbandonare la speranza, il sano ottimismo e la voglia di lottare per il miglioramento.

Il messaggio del libro è quello di non smettere mai di essere cittadini onesti e continuare a credere, credere soprattutto nei più giovani educandoli ad essere persone critiche e cittadini del mondo. “Forse non è troppo tardi”.

di Fulvio Mele

Tratto da Informare n° 178 Febbraio 2018

About fulvio mele

Fulvio Mele: Ventunenne Giornalista Pubblicista da Marzo 2016 e Vicedirettore di Informare da Giugno dello stesso anno. Diplomatosi al Liceo Scientifico R. Caccioppoli di Napoli. Laureando in Sociologia (scienze sociali) presso la Facoltà della Federico II. Entra nell'associazione "Officina Volturno" nell'agosto 2013. Esordisce come giornalista nel mensile di ottobre 2013, scrivendo una rubrica sui libri, "Leggi che ti passa". "Credo che per essere giornalista bisogna essere curioso e andare oltre le cose; credo che la notizia non si crea ma la si racconta entrandoci dentro, aprendola dall'interno; credo che un vero giornalista scrive di emozioni e di storie, soprattutto dà voce a chi voce non ne ha ; credo che essere giornalista sia uno stile di vita"