“Anime Fragili” di Luciano Goglia

Olocausto - "Anime Fragili"

Anime Fragili

Stringo forte le braccia al collo della mia mamma.
Lei mi porge un sorriso e mi bacia la guancia.
Sembra essere triste, non capisco il motivo,
mentre incrocio lo sguardo con un altro bambino.
Io mi sento spaesato, stordito, impaurito.
Dove siamo diretti? Non l’ho ancora capito.
Ci hanno fatto salire su un enorme vagone.
Mi ricorda qualcosa. Ecco! Una prigione!
Sono tutti in silenzio, sento solo il rumore
di quel treno che corre da tantissime ore.
Siamo tutti accalcati, quasi non si respira.
Non c’è cibo né acqua, faccio molta fatica.
Strattono la giacca che ha in dosso mio padre.
Lo guardo e gli chiedo: «Ma cos’è questo lager?»
Sul suo viso intravedo un profondo sconforto.
Non risponde e una lacrima bagna il suo volto.
Provo a prendere sonno, dopo un po’ ci riesco.
Oramai fuori è notte, regna il buio più pesto.
Un tremendo stridio mi sveglia d’assalto.
È il rumore del treno che si ferma d’un tratto.
Grande è il terrore negli occhi di molti.
Altri restano inermi, come fossero morti.
Non riesco a capire cosa stia succedendo.
Vedo uomini armati dall’aspetto violento.
Ci trascinano fuori in maniera brutale,
mentre ascolto la mamma che inizia ad urlare.
Se la portano via, con lei anche mio padre.
«Mamma! Papà! Vi prego, non mi lasciate!»
Sono trascorsi oramai tanti giorni.
Siamo ostaggi di mostri che non hanno rimorsi.
Noi non siamo bambini, siamo semplici schiavi
in un campo di atroci e terribili mali.
Costretti a obbedire e ai lavori forzati,
senza avere più un nome, bensì numerati.
Costretti a sperare che l’altro ritorni,
che non venga sparato o gettato nei forni.
Costretti alla fame, al freddo, alla pioggia.
Costretti a patire ogni forma di angoscia.
Costretti a subire ogni cosa in silenzio.
Sembra tutto irreale, niente può avere un senso.
Niente qui dentro può renderti immune.
Siamo sassi lasciati affondare in un fiume.
Il respiro si spezza come fosse una fune.
È un dolore più forte di mille torture.
È mio padre che giace in una fossa comune.

di Luciano Goglia

Tratta da Informare n° 178 Febbraio 2018