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Animali nella moda: allevamenti stressanti e condizioni critiche

Ludovica Palumbo 01/01/2022
Updated 2022/01/01 at 4:31 PM
2 Minuti per la lettura

Sono ormai anni che animalisti e non di tutto il mondo si battono contro l’utilizzo degli animali nel mondo della moda

Visoni, volpi , sono gli animali più utilizzati per la realizzazione di pellicce ed oggi in Italia sono detenuti più di 10.000 animali riproduttori. Come spiega in modo chiaro ed esaustivo la LAV (https://www.lav.it/aree-di-intervento/pellicce/pellicce-e-ambiente), le condizioni degli animali in questi allevamenti sono pessime. Scarsa igiene, eccessiva privazione e stress causa di cannibalismo, aggressività, auto mutilazione.

Una particolare attenzione è necessario rivolgerla agli allevamenti dei visoni. Animali semi-acquatici che amano correre e vivere in solitudine rinchiusi tutti assieme in piccole gabbie. Spesso in seguito a comprensibili ed inevitabili comportamenti aggressivi, trovano la morte in specifiche camere a gas.
Lo scorso anno, vista la diffusione del Corona Virus in questi allevamenti, il Ministro della Salute ha vietato l’allevamento di visoni per tutto il 2021. E finalmente, con una nuova manovra approvata dal governo, dal 1 gennaio 2022, stop all’allevamento, riproduzione in cattività e e uccisione di volpi, visoni, cincillà, procioni e qualsiasi altra specie dalla quale si ricavi pelliccia.
A sostegno di questa e molte altre iniziative c’è l’Animal Free Fashion (https://www.animalfree.info), un progetto ideato da LAV. Il suo scopo? Promuovere una moda etica e sostenibile.
Lo stop agli allevamenti è già una grande vittoria, ma la battaglia resta ancora lunga. Non esistono solo animali ”da pelliccia”, ma anche animali utilizzati come risorse di “piume”, “pelle”, “seta” e “lana”. Le alternative esistono e sono molti i marchi che già si stanno attivando per questa conversione. Speriamo che questo passo sia solo l’inizio.

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