Andrea Ballabio, ricercatore napoletano, è il primo italiano a ricevere il Premio Louis-Jeantet

Andrea Ballabio - Photo credit Antonio Ocone

Nello scorso numero di Marzo 2015 riportai la mia inchiesta sul Tigem, l’Istituto Telethon di Genetica e Medicina sito in Pozzuoli. L’incontro con il fondatore e direttore Andrea Ballabio e i suoi collaboratori fu molto interessante e riuscì a sciogliere in modo esaustivo i tanti dubbi che avvolgono il criptico mondo della ricerca. Disponibilità, professionalità, rigore, umanità, trasparenza gli elementi che ricordo con maggiore risalto.
È dunque con vero piacere che comunico un riconoscimento di carattere internazionale: oggi a Ginevra il prof. Ballabio sarà il primo italiano a ricevere il Premio Louis-Jeantet per la medicina.
Tale premio è stato istituito nel 1986 ed è intitolato ad un uomo di affari francese morto di cancro nel 1981. La sua finalità è intesa più come uno stimolo alla prosecuzione di progetti di ricerca importanti per la medicina che come un semplice riconoscimento a ricerche concluse. La Fondazione Louis-Jeantet ha stanziato difatti 700.000 franchi svizzeri, di cui 625.000 per i progetti e 75.000 per i ricercatori. Il prof.Ballabio lo ha ricevuto per ‘la comprensione dei meccanismi molecolari che controllano il funzionamento dei lisosomi sia in condizioni normali che in malattia’. I lisosomi sono degli organelli che, all’interno delle cellule, sovraintendono al processo di smaltimento dei rifiuti cellulari. Ballabio con la sua équipe ha scoperto un meccanismo che attiva i lisosomi nella pulizia delle cellule da quelle sostanze tossiche che si accumulano in malattie neurodegenerative o in accumuli lisosomiali associati a malattie quali cancro, obesità, malattie infettive, identificando un gene regolatore che controlla il funzionamento dei lisosomi e favorendo la rimozione dalle cellule delle sostanze di scarto che tenderebbero ad accumularsi.
Questo è per Andrea Ballabio l’ennesimo riconoscimento. È stato presidente della Società Europea di Genetica Umana, membro del consiglio dell’Organizzazione Europea della Biologia Molecolare, Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Ha ricevuto la Medaglia d’Onore dal Presidente della Repubblica Italiana, il Premio internazionale della Società Europea di Genetica Umana, il Premio per la ricerca avanzata dello European Research Council. È stato infine tedoforo durante la XX edizione dei Giochi Olimpici invernali di Torino, nel 2006.

Insieme a lui il premio Louis-Jeantet andrà al biochimico John Diffley, direttore associato di ricerca al Francis Crick Institute di Londra per ‘il contributo della sua ricerca alla comprensione della fase iniziale del processo di replicazione del Dna, essenziale per qualsiasi forma di vita’.

di Barbara Giardiello