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Ancora tagli alla produzione petrolifera, salgono prezzi benzina e diesel

Redazione Informare 04/04/2023
Updated 2023/04/04 at 10:48 AM
4 Minuti per la lettura

I paesi produttori di petrolio del cartello Opec+ hanno annunciato tagli della produzione petrolifera pari a 1,66 milioni di barili al giorno, considerando anche quelli decisi dalla Russia pari a 500.000 barili al giorno. “Si tratta di una misura precauzionale volta a sostenere la stabilità del mercato petrolifero” sostengono dal cartello di produttori.

Riduzioni dell’offerta

In particolare, le riduzioni dell’offerta saranno di 500.000 barili al giorno per l’Arabia Saudita; di 211.000 per l’Iraq; di 144.000 per gli Emirati Arabi Uniti; di 128.000 per il Kuwait; di 78.000 per il Kazakistan; di 48.000 per l’Algeria; di 40.000 per l’Oman; di 8.000 per il Gabon e saranno in vigore da maggio a fine 2023. Questi tagli si aggiungeranno all’annunciato adeguamento volontario da parte della Federazione Russa di 500.000 barili al giorno fino alla fine del 2023.

Il rialzo del prezzo dell’energia

Dopo l’annuncio – a sorpresa – i prezzi del petrolio sono in aumento: il Wti, infatti, è balzato oltre il 6% a 80,40 dollari al barile mentre il Brent, a Londra, registrato una progressione di circa il 6% a 84,68 dollari. L’aumento dei prezzi del greggio, che è diminuito in modo significativo negli ultimi mesi, potrebbe, secondo gli analisti compromettere gli sforzi delle banche centrali di tenere sotto controllo l’inflazione. I prezzi del carburante, e del diesel in particolare, minacciano di pesare sulle tasche dei consumatori e sulle reti di navigazione che sono alla base delle catene di approvvigionamento globali.

Biden: “Tagli dell’Opec+ miopi”

Il taglio della produzione dell’Opec è una specie di “bastoni fra le gambe” per le economie globali che hanno cercato di controllare l’inflazione riducendo al contempo la possibilità di una recessione, afferma Patrick de Haan, responsabile dell’analisi petrolifera presso GasBuddy. L’amministrazione Biden ha criticato i precedenti tagli dell’Opec+ definendoli “miopi”, osservando che i paesi a basso e medio reddito saranno i più colpiti poiché stanno già in difficoltà per i prezzi elevati dell’energia.

I prezzi del greggio sono aumentati vertiginosamente lo scorso anno dopo che la Russia ha invaso l’Ucraina, sconvolgendo i mercati globali dell’energia. I prezzi hanno toccato i 130 dollari al barile lo scorso autunno prima di raffreddarsi, e quest’anno sono saliti a quasi 70 dollari al barile, poiché la debolezza del settore bancario ha sollevato i timori di una possibile recessione.

Verso i 100 dollari al barile

Gli analisti ora ritengono che i tagli alla produzione dell’Opec potrebbero far salire ancora una volta i prezzi dell’energia. Due importanti banche d’investimento, Raymond James e Pickering Energy Partners, hanno entrambe previsto che i tagli alla produzione avrebbero fatto salire i prezzi del petrolio di altri 10 dollari al barile. Altri ritengono che i prezzi del petrolio potrebbero salire ancora di più: l’analista di Cmc Markets Ting Teng ha dichiarato alla Cnbc che il prezzo potrebbe salire “verso i 100 dollari di nuovo“, data la tanto attesa riapertura dell’economia cinese dopo anni di dure restrizioni per il coronavirus.

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