Anche questa è la banalità del male: il massacro della farina a Gaza

Ciro Giso 03/03/2024
Updated 2024/03/26 at 10:54 PM
5 Minuti per la lettura

Aspettavano gli aiuti umanitari e sono stati brutalmente assassinati. Nel nord di Gaza le forze di occupazione israeliane hanno ucciso centinaia di civili che si accalcavano attorno ai camion di aiuti umanitari che trasportavano principalmente farina. A Gaza molti degli aiuti umanitari sono bloccati agli ingressi: Israele non li lascia passare tutti. Se i bombardamenti israeliani non uccidono i palestinesi, saranno comunque uccisi dalla fame e dalle malattie.

Camion di aiuti bloccati al valico di Rafah. (Maxar via AP)

È il massacro della farina a Gaza

“Siamo venuti qui a prendere un po’ degli aiuti, stavamo aspettando dal giorno prima. Gli israeliani hanno aperto il fuoco su di noi: sembrava una trappola. Quando ci siamo avvicinati ai camion, siamo stati colpiti dai carri e dagli aerei” ha detto un testimone ad Al Jazeera. Dopodiché, secondo i testimoni, è iniziata una fuga precipitosa. Le ambulanze non potevano raggiungere l’area: i civili hanno dovuto usare i carrelli dei camion e piccoli carretti.

“Per due mesi, la mia famiglia non ha mangiato pane”

Rajab

“Nonostante la mia vecchia età, ero in fila anche io. Abbiamo aspettato ore, dal giorno prima: poi ci hanno sparato. Non sapevamo dove nasconderci. È come se ci avessero ucciso due volte”

Daghmash

“Eravamo tutti civili, disarmati. I bambini piangono per la fame, volevamo tornare a casa e portargli del cibo”

Salamia

(Dichiarazioni fornite da The Palestine Chronicle).

L’esercito israeliano mente sui fatti

Le versioni dell’esercito israeliano sono cambiate diverse volte. In un primo momento i militari hanno detto che nella calca della folla decine di persone sarebbero state schiacciate e calpestate. Hanno poi ritrattato questa versione, dicendo che le loro truppe si sono sentite in pericolo e ammettendo che avrebbero iniziato ad aprire il fuoco. Secondo i testimoni, il panico nella folla è iniziato solo dopo gli spari sui civili dell’esercito israeliano.

Ulteriore testimonianza degli spari indiscriminati su civili è quella di una squadra dell’ONU che ha visitato alcuni dei feriti presso l’ospedale al-Shifa di Gaza City e ha visto “un gran numero di ferite da arma da fuoco”: così ha spiegato il portavoce del segretario generale dell’ONU, Stephane Dujarric. L’ospedale ha ricevuto almeno 70 dei morti, mentre circa 200 feriti erano ancora lì durante la visita della squadra, secondo Dujarric.

Dopo l’ennesimo massacro a Gaza il ministro della sicurezza nazionale di Israele, Ben Gvir, ha detto che “bisogna dare il massimo supporto agli eroici combattenti di Gaza, che si sono comportati in modo eccellente contro una folla di Gazawi che hanno provato ad attaccarli” – Gvir ha poi chiesto di fermare gli aiuti umanitari a Gaza.

La politica italiana e i suoi media mainstream sono complici

In Italia, mentre Israele uccideva centinaia di persone, il senato applaudiva l’ambasciatore israeliano in occasione del 75esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Israele. La premier Giorgia Meloni parla di profondo sgomento mancando però il fatto principale, e anzi chiede a Israele che sia fatta chiarezza sui fatti e siano chiarite le responsabilità.

Lo stesso fanno i giornali italiani, che da giorni parlano di “diverse versioni dei palestinesi e degli israeliani” dimenticando l’intensa guerra di informazione messa in atto dall’occupazione israeliana ormai da mesi. Mettere in dubbio le responsabilità di un massacro, davanti ad un’ovvia colpevolezza, significa esserne complici: Israele sta bombardando e affamando un popolo che opprime da più di settant’anni.

Non la semplice indifferenza, ma lavorare attivamente nel mettere in dubbio l’ennesimo atto di un genocidio che si sta consumando davanti ai nostri occhi. Anche questa è la banalità del male.

Di Ciro Giso

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