“Amore Privato”, l’esordio della nuova potente voce femminile, Giulia Gennaro

Giulia Gennaro "Amore privato"

L’amore è il centro della vita di ogni individuo nonostante la quotidianità sia fatta di tempi ristretti e mille difficoltà e incombenze da affrontare

 

Il libro d’esordio dal titolo “Amore Privato”, segna una tappa fondamentale nella carriera della raffinata scrittrice, Giulia Gennaro. Nata a Palmanova in provincia di Udine nel 1985, collabora come autore a diversi progetti teatrali e televisivi. Nel 2013, è stata finalista del concorso internazionale d’arte e cultura dedicato a Giuseppe Gioachino Belli, indetto dall’omonima accademia di Roma, con la poesia “La tisana della sera”. Attualmente vive e lavora a Milano.

Un’autrice abilissima che sa dar voce ai sentimenti con una vivida e intensa storia d’amore imperfetta e coinvolgente, con una scrittura di incisiva eleganza scruta nel profondo dell’anima e riesce a far entrare sotto pelle la forza immensa dell’amore incalzante e spazia sulla tenacia dei sentimenti e sensazioni che si lasciano accarezzare soavemente.

Un romanzo insolito e fuori dal comune, pervaso di passione dalle mille sfumature che affascina ed unisce erotismo e romanticismo in una miscela esplosiva: dando vita ad una trama vibrante in cui si avvolge su un alternarsi di atmosfere rarefatte dove svela con spirito d’avventura il rapporto sentimentale tra la ventenne Jo e il quarantenne Diego. Lei gode del fascino fresco della gioventù, animata dalla timida ambizione di poter fare della scrittura un mestiere, prova a trovare il suo posto nel mondo, inciampando per opera del destino, in un incontro inaspettato che cambia radicalmente il corso della sua vita. La morbosa attrazione fra i due protagonisti è il filo conduttore di un viaggio nelle loro menti torbide e nei loro sentimenti agitati.

Un debutto sorprendete ed un vortice di emozioni per chi ama restare col fiato sospeso fino all’ultima pagina.

Domenica 17 dicembre alle ore 17:00 presso la libreria Open di Milano, l’autrice dialogherà con il pubblico presente in sala. La manifestazione vedrà l’intervento degli alunni del Faro Teatrale di Milano, dove la scrittrice prosegue gli studi di dizione avanzata e recitazione, i quali interpreteranno le letture di qualche passo tratto dal romanzo, infine nel corso della presentazione si assisterà ad uno spaccato musicale col cantautore e chitarrista Samuele Rampani della band “Sam and the Black Seas”.

Com’è nata la passione per la scrittura?
«La passione per la scrittura è nata leggendo. Già da piccola avevo l’abitudine di ritagliarmi uno spazio esclusivo e del tutto personale, nascondendo il naso tra le pagine dei più svariati volumi. Perlopiù favole, all’inizio. Ho sempre trovato un che di brutale e tragicamente cinico nelle favole. I miei primi tentativi di scrittura probabilmente si possono ricondurre al mio desiderio di rendere meno aspro il concetto di fiaba. Il risultato, in verità, è sempre stato più noir di quanto avessi letto fino a quel momento. Subito dopo è arrivato l’amore per la poesia e l’intenzione di infrangere ogni sana regola di forma e metrica. Tanto che, a un certo punto, mi sono resa conto che non era più poesia ma c’era dell’altro».

Scrivere per te corrisponde a un’urgenza personale?
«Sicuramente, per scrivere qualcosa di buono, bisogna scrivere con l’urgenza. Senza quella, sarebbe nient’altro che un esercizio di stile. E da dove può nascere l’urgenza, se non dalla necessità di dare sfogo alle emozioni? È tutto lì, il nodo. Per me è sempre stato necessario, addirittura lenitivo, veicolare gli stati d’animo in qualche rivolo di pensieri da trasferire su carta. Ed è così che spesso mi ritrovo a scrivere di me, anche quando non ho intenzione di essere autobiografica. È una vera e propria arma a doppio taglio, che non c’entra nulla con il concetto di “dovere”. Anzi, diventa un piacere del quale, personalmente, non riesco a fare a meno».

Cosa ti ha spinto a scrivere questo romanzo?
«L’idea di Amore Privato prende forma in un periodo molto particolare della mia vita. Ho creduto fosse necessario scrivere una storia che parlasse di quanto l’amore, snaturato almeno per una volta del suo nobile concetto a toni rosa, possa in realtà diventare dipendenza, follia, egoismo e masochismo. E tuttavia, anche se visto da questa prospettiva, rimanere sempre qualcosa di tanto immotivato quanto meraviglioso. Quando siamo innamorati tendiamo a perdere obiettività. Spesso ci ritroviamo in situazioni difficili da digerire, che riusciamo a sopportare solo ed esclusivamente perché schiavi di un sentimento forte e irrazionale. Desideriamo che tutto prenda la piega che noi abbiamo deciso di dare alla nostra vita, ma ci dimentichiamo che (nella maggior parte dei casi) siamo inclini a desiderare la cosa sbagliata. È di questo che ho voluto parlare, con la volontà che fosse una storia non solo mia, ma di chiunque la leggesse».

Perché “Amore Privato”?
«Dare il titolo a qualcosa è sempre stata una mia debolezza. Quando ho dovuto farlo, ho scelto di essere ermetica e poco accattivante. Già la parola “Amore” sulla copertina di un libro è piuttosto rischiosa, definirlo “Privato” poi è stato un salto nel buio. Di primo acchito chiunque penserebbe ad un amore nascosto, non pubblico. Invece è proprio quel “Privato” che dice tanto della storia, se visto come participio passato e non come aggettivo. Si parla quindi di un Amore privato di qualcosa. Per esempio dell’amore stesso».

Cosa ti ha motivato di più nello scrivere questo libro?
«Mi sono seduta davanti a una pagina bianca, in un giorno qualsiasi, pensando di voler scrivere qualcosa ma senza sapere da dove cominciare. Nel giro di tre mesi, mi sono ritrovata con il romanzo finito e lo stupore di aver avuto veramente l’urgenza di scriverlo. Mi è scivolato fuori, come quei nastri di raso che i prestigiatori fanno uscire dalla loro bocca, tirando centimetro per centimetro, senza alcuna fatica apparente. Questo mi ha colpita. Assieme al fatto che MdS Editore avesse dimostrato il suo interesse per “Amore Privato” già una settimana dopo l’invio del manoscritto. C’è stata un’altra cosa che mi ha stupita, una volta uscito il romanzo: il fatto che appassionasse indistintamente uomini e donne, sfatando finalmente qualche luogo comune».

Qual è la stata la vera difficoltà?
«La vera difficoltà è stata forse quella di voler essere terrena anche nel raccontare il sesso. Quando ho deciso di rimanere il più fedele possibile alla passione reale e non utopica, avevo anche la consapevolezza di rischiare il marchio a fuoco come romanzo erotico. Ecco perché ho scelto di metterci tutto e non risparmiare nulla, facendo attenzione a non cadere nella banalità pur di evitare questa critica. Rischiare per rischiare, allora l’ho fatto nel modo più umano possibile. E, per quanto a molti risulti difficile ammetterlo, non c’è niente di più umano e terreno del sesso».

Progetti futuri?
«Per antonomasia sono una persona che di progetti ne ha sempre a migliaia e sono veramente pochi quelli che si concretizzano. Per questo tendo a non creare troppe aspettative! Quel che posso dire però è che “Amore Privato” lo considero un punto di partenza. Attualmente sto lavorando ad un secondo romanzo, che non ha nulla a che vedere col primo. L’idea del sequel, tranne in rarissimi casi, la trovo troppo pretenziosa. Sono del parere che, una volta detto ciò che si voleva dire, non si possa fare di meglio che ricominciare da una pagina bianca».

di Chiara Arciprete