Amelio Mazzella, la magia delle sculture di ghiaccio

Amelio Mazzella, presidente dell'Associazione Italiana Scultori di Ghiaccio

In tutto il mondo sono tanti gli eventi che vedono come protagonisti il ghiaccio. È affasciante vedere come da questi enormi blocchi di ghiaccio vengono fuori imponenti architetture e bellissime sculture. Nel mondo esistono svariati artisti che, sapientemente, mettono in pratica questa singolare forma d’arte. Abbiamo incontrato il napoletano Amelio Mazzella presidente dell’Associazione Italiana Scultori di Ghiaccio, il primo europeo a farne parte che da 20 anni rappresenta l’Italia in questa disciplina.

Come ha scoperto questo suo talento? Quando ha realizzato la sua prima scultura di ghiaccio?
«Mi sono sempre divertito a lavorare il legno e a realizzare qualche scultura in tufo; il tutto è legato alla mia passione per il disegno. La mia prima scultura di ghiaccio l’ho realizzata il 26 agosto 1996 a Philadelphia negli USA, e ho rappresentato una cornucopia. Per lavoro ho girato un po’ il mondo. A Philadelphia, ad un banchetto, ho visto per la prima volta una scultura in ghiaccio, ne rimasi folgorato, tutto è partito da lì».

Da dove prende spunto per le sue opere?
«Essendo di Bacoli, in provincia di Napoli, uno dei miei temi principali è molto spesso il mare. Per due anni, per esempio, abbiamo riprodotto un presepe di ghiaccio ambientato sott’acqua».

Come nasce una scultura in ghiaccio?
«Questo dipende da che contesto la si deve poi inserire, se è un concorso, un’esibizione o una scultura da tavolo, magari utilizzata per abbellire un banchetto. Per una esibizione, per esempio, dipende dalla quantità del ghiaccio e dalla temperatura. Per le sculture in piccolo si disegnano le varie parti all’interno del cubo di ghiaccio. Per le sculture definite ghiaccio naturale, parliamo di Alaska, Canada, Finlandia, Svezia, Russia e Cina, le sculture vanno disegnate a mano utilizzando gru e muletti, calcolando la staticità della scultura».

La richiesta più stravagante che ha ricevuto?
«Cinque anni fa a Porto Cervo, mi è stato chiesto di realizzare un David di Michelangelo dove dalle parti intime fuoriuscisse vodka».

Quando una struttura si scioglie, non vi dispiace?
«Assolutamente no! La natura ci da l’acqua, noi la trasformiamo e ritorna acqua rigenerando vita, è la nostra filosofia».

Dove la vedremo impegnato nei prossimi mesi?
«Saremo al Sigep di Rimini Salone Internazionale di Gelateria, dove ci sarà la sezione dedicata alle strutture di ghiaccio. Saremo in tour per l’Italia con un brand alcolico e a settembre inizieremo a realizzare le nuove sculture per il presepe per il prossimo anno, che porteremo in giro per l’Italia».

di Emilio Pagliaro

Tratto da Informare n° 178 Febbraio 2018