Fridays for Future torna nelle piazze: appuntamento per il 24 maggio

15 marzo 2019. Le strade di Napoli vedono sfilare oltre 50mila persone in un corteo costituito da una fortissima componente studentesca.

La manifestazione è stata organizzata dal movimento Fridays for Future, nato in risposta agli appelli di Greta Thunberg, sedicenne svedese che dalla scorsa estate ha iniziato a manifestare ogni venerdì denunciando l’emergenza climatica. Il tutto, sedendosi davanti al Parlamento del suo Paese ed esortando il governo a tagliare le emissioni di CO2 come previsto dagli Accordi di Parigi.

Fridays for Future e la terra dei fuochi

La sua protesta ha ricevuto numerosi consensi in tutto il mondo e ha trovato un gran seguito anche qui a Napoli e nell’interland. La città partenopea, ben prima del fenomeno scatenato da Greta, aveva già conosciuto la lotta contro il biocidio messo in atto nella terra dei fuochi. Qui, infatti, la popolazione si era già mobilitata contro le decisioni governative riguardo la discarica di Chiaiano, l’inceneritore realizzato ad Acerra e tutti gli elementi inquinanti che hanno contribuito a contaminare l’atmosfera, il terreno e la falda acquifera del territorio.

Un nuovo appuntamento per i Fridays for Future

Gli studenti napoletani hanno, dunque, aderito con entusiasmo al primo sciopero globale  per il clima e non si sono fermati, riunendosi ogni settimana e preparandosi alla data del 24 maggio che li vedrà di nuovo in piazza. L’11 maggio si è tenuta a piazza San Domenico Maggiore un’assemblea pubblica di lancio per il corteo, che partirà alle ore 9:00 da piazza Garibaldi.

Sono state molte le diverse organizzazioni ad intervenire all’incontro; erano presenti i membri dei vari coordinamenti studenteschi della città e anche associazioni come Legambiente e Let’s do it Italia.

L’assemblea ha denunciato una mancata risposta delle istituzioni. Il governo italiano, pur avendo ospitato Greta in Senato, non è tra i firmatari del patto per lo stop alle emissioni entro il 2050.

La mission del movimento 

È per questo che il movimento per la giustizia ambientale, conoscendo i rischi in cui incorre manifestando a due giorni dalle elezioni europee, ci tiene a svincolarsi da ogni speculazione politica. Identificando come nemico tutto l’arco parlamentare, il movimento preme per l’introduzione di un piano politico per la decarbonizzazione.

Inoltre, punta il dito contro tutte le grandi aziende colpevoli di devastazione ambientale, chiedendo provvedimenti nei confronti delle raffinerie presenti nella periferia est di Napoli.

La manifestazione, per mantenere la continuità con il lavoro sul territorio svolto da ogni sezione locale di Fridays for Future, sarà dislocata nelle varie piazze provinciali; manterrà però unità  nelle vertenze portate e nelle modalità di protesta, consistenti nel blocco di alcune delle attività produttive inquinanti.

In questi giorni verranno organizzate altre iniziative di avvicinamento e sensibilizzazione. È con questi presupposti che, venerdì 24, sfilerà il corteo per il cambiamento climatico; senza bandiere di alcuno schieramento politico e con l’idea fortemente radicata che l’inquinamento non sia la conseguenza fisiologica della presenza dell’uomo sulla Terra ma la derivazione diretta di un sistema di produzione capitalista altamente inquinante.

di Marianna Donadio

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