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Ambiente, Castel Volturno: “Restare uniti per non morire!”

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Antonio Giordano
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Approfitto di quest’articolo intervista di Gerardo De Fabrizio fatta allo scienziato e amico Antonio Giordano, che tanto ha fatto per far emergere, attraverso studi e ricerche scientifiche, ciò che per anni è stato negato: la correlazione tra inquinamento ambientale in determinati territori e malattie tumorali.

Sono anni che attraverso questi nostri mezzi di comunicazione ed il nostro  periodico Informare, continuiamo a testimoniare e denunciare tutto ciò che avvelena i nostri territori, spesso scontrandoci con coloro che per difendere le loro cariche politiche e poltrone negano anche ciò che è  innegabile.

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Esistono troppi spaccati inspiegabili nel nostro sistema sociale e politico, e tra questi l’assurdo comportamento da ASSASSINI e ecomafiosi ambientali di coloro, aziende e commercianti che continuano a scaricare e incendiare abusivamente i loro rifiuti nocivi e pericolosi,…fino ad arrivare a coloro che pur di non fare la differenziata preferiscono gettare i loro sacchetti di spazzature sulle strade… tutto ciò NON può essere più accettato e questi cittadini vanno denunciati ed isolati, perchè non hanno senso civico e talmente ignoranti da non comprendere di avvelenare prima loro stessi (sarebbe un danno minore) ma anche i loro figli e loro cari.
Inutile girarci attorno esiste certa gente i “grigi” (un termine mai tanto appropriato se non strumentalizzato a proprio uso e consumo) che non ha sentimenti, non conosce etica e regole, e va contrastata unicamente attraverso leggi severissime ed efficienti, iniziando dal ritiro della patente  e dell’ auto, inoltre alle aziende e commercianti responsabili la chiusura immediata dell’attività e ritiro delle concessioni.

Per fortuna esiste  una società civile di cittadini attivi sempre più consapevoli e partecipativi a cui va un grande plauso e alle tante associazioni che in tal senso operano.
Ma non vanno lasciati soli, non vanno strumentalizzati o peggio…dare connotazioni o appartenenza politica, la nostra e loro forza resta la libertà ideologica e saremo sempre vicini alle istituzioni. Siamo nati per “servire” gli amministrati non gli amministratori.

Non è certo per partito preso o perchè contro qualcuno, ma in questo settore particolare  la politica ha  grandi responsabilità, e tra queste le non scelte per motivi elettorali, acclarato che dopo anni di annunci e proclami, la filiera degli impianti ancora non è completa, e si continua ad agire in emergenza e senza programmazione a lungo termine, ignorando le innovazioni tecnologiche  e le indicazioni dei centri di ricerca, questo a carattere regionale e nazionale. A carattere locale…maglio stendere un velo pietoso: non funziona nulla, non esiste programmazione, non esiste controllo verso l’azienda che svolge il servizio, il territorio è sporco, decoro inesistente, dirigente all’ambiente (chi è cotui?)  e i DATI che vengono forniti, gli unici che contano sono FALLIMENTARI!!! 

Non è possibile accettare  tutto e senza che ci siano riscontri logici, le nostre sono annotazioni oggettive, anche se esiste un rifiuto sistematico al confronto (tranne il sindaco Petrella), come la mancanza di comunicazione che resta deficitaria, volutamente evito di scendere nei particolari, nel prossimo numero di Informare ci sarà una lunga intervista al sindaco Petrella, che si è dichiarato molto contrariato sull’argomento, ma le responsabilità sono sue, sia nella scelta dei collaboratori e sia sul controllo amministrativo, diversamente a poco sarebbero servite le dimissioni date se poi non ci saranno atti dovuti, soluzioni mirate e di alta professionalità.

Viviamo  su questo territorio, lo amiamo e lo rispettiamo e lo dobbiamo difendere da tutti coloro che lo danneggiano, ma l’ambiente resta primario ne va della nostra stessa vita e la salute dei nostri cari.

Pertanto, TUTTI insieme cittadini, associazioni, imprenditori, commercianti, politica, istituzioni forze dell’ordine dobbiamo creare un protocollo d’intesa per restare UNITI, per il rispetto delle regole  e del vivere civile; solo così potremo iniziare a parlare di recupero sociale e civile di Castel Volturno.
Noi ci siamo!

27/06/2021
Tommaso Morlando

Articolo intervista di Antonio Giordano
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«Insistere nel monitoraggio del territorio, creare finalmente un registro tumori, organizzare seriamente programmi di screening sulle popolazioni a rischio, incrementare gli studi epidemiologici sul territorio migliorando la scelta delle popolazioni di controllo quindi prevenire».

Antonio Giordano, ordinario di Anatomia Patologica presso l’Università di Siena, direttore dello Sbarro Institute for Cancer Research and Molecular Medicine alla Temple University di Philadelphia e componente del comitato scientifico dell’ISS in rappresentanza del Ministero dell’Ambiente, è stato uno dei primi ad evidenziare il coinvolgimento dell’ambiente nello sviluppo di alcune patologie

«Probabilmente la nomina al ministero dell’Ambiente è stata determinata anche da questo mio datato interesse per l’inquinamento ambientale; a fine 2020 inoltre, sono stato inserito in un team di esperti a supporto del viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, per la stesura del Recovery Fund. Abbiamo realizzato un programma volto ad identificare aree a rischio, individuare le dosi massime di inquinanti tollerate dall’organismo, individuare biomarcatori specifici, migliorare il sistema sanitario ed attuare tutti i tipi di prevenzione necessaria per tutelare la salute. Per fare ciò sarà necessario studiare non solo le persone ma anche l’aria, il suolo, l’acqua, la catena alimentare e, proprio per questo, sarà necessaria la collaborazione di più istituzioni. Fino ad oggi, ho dovuto affrontare delle vere e proprie battaglie per denunciare la situazione campana, principalmente riguardo le aree ormai tristemente note come “Terra dei Fuochi” e, solo da qualche giorno,le mie ricerche sono state confermate dalla pubblicazione del report della Procura di Napoli nord in collaborazione con l’ISS».

«Nel 2020 con il mio team di esperti abbiamo pubblicato un lavoro su una rivista scientifica internazionale, uno screening atto a dosare i livelli ematici di metalli pesanti su una coorte di 95 pazienti oncologici residenti in Campania, osservando alti livelli di concentrazione ematica di metalli pesanti in alcuni comuni, come Pianura, Giugliano, Qualiano e Castel Volturno. Seppur ho ampiamente dichiarato i limiti di questo studio esplorativo, ho ricevuto ugualmente qualche critica. Il report stilato dalla Procura di Napoli Nord e dall’ISS conferma anni di denunce, descrive un legame tra smaltimento illecito di rifiuti e incidenza di svariate patologie, incluso il cancro. Lo studio analizza, in particolare, 38 comuni, quelli sotto la responsabilità della Procura di Napoli Nord tra cui vi è anche Giugliano. Mi inorgoglisce il fatto che il mio lavoro faccia parte dei riferimenti bibliografici utilizzati a supporto i dati ottenuti in questo report».

Inquinamento atmosferico?

«La situazione ambientale che sta vivendo il capoluogo irpino acquista una connotazione particolarmente grave, soprattutto se vogliamo analizzarla in relazione all’emergenza sanitaria che stiamo vivendo. Innanzitutto, è importante sottolineare che le dinamiche di insorgenza di malattie infettive, come il Covid-19, sono influenzate da un alterato equilibrio tra l’uomo ed il suo ecosistema e che, la presenza di inquinanti nell’ambiente può agire da amplificatore degli effetti negativi sulla salute umana, pertanto, in questa emergenza acquistano particolare rilevanza proprio gli sforamenti delPm10. Gli inquinanti ambientali, come il particolato fine (PM2.5 e PM10), il biossido di azoto (NO2) o l’ozono (O3), causano la contrazione dei muscoli delle vie aeree o il restringimento delle stesse compromettendo la funzionalità polmonare, rendendo la popolazione esposta cronicamente meno capace di rispondere ad eventuali insulti patogeni.».

«Ognuno di noi ha il diritto di vivere in un ambiente salubre. Sono consapevole che identificare il “nesso di causalità” tra lo sviluppo di patologie e l’inquinamento ambientale è importante per evitare rallentamenti nell’attuare opere di bonifica. Ma abbiamo poco tempo. Bisogna investire in bonifiche, programmi di screening, di prevenzione e di informazione. La politica non può più fingere di non vedere gli eco-reati che si sono perpetrati negli anni. La conoscenza delle “cause” è il primo strumento per un’adeguata strategia di controllo e la cancerogenesi da amianto rappresenta forse il più eclatante degli esempi negativi di quanto le conoscenze scientifiche siano state per lungo tempo disattese. Ormai era noto a tutti che il rischio di ammalarsi di patologie asbesto-correlate era presente in tutti i capannoni ed in tutte le fasi produttive all’interno dello stabilimento dell’ex Isochimica. Oggi a circa 30 anni di distanza continuano però a verificarsi morti sospette e malattie causate dall’inalazione delle fibre di amianto. insistere nel monitoraggio del territorio, creare finalmente un registro tumori, organizzare seriamente programmi di screening sulle popolazioni a rischio, incrementare gli studi epidemiologici sul territorio migliorando la scelta delle popolazioni di controllo quindi prevenire».

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