Danilo Poccia e Amazon Web Services: la robotica non è mai stata così semplice

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Danilo Poccia è il Principal Evangelist Serverless di Amazon Web Services. Abbiamo avuto il piacere di conoscerlo all’evento “AWS re:Invent.local.Napoli“, il primo degli appuntamenti sul nostro territorio dell’User Group Amazon Web Services. A testimonianza che, sempre di più dall’esterno, si abbia un’ottima percezione dell’ecosistema economico campano.

 Che cos’è Amazon Web Services?

«Amazon Web Services è nato nel 2006 con il tentativo di sfruttare l’esperienza di Amazon nel costruire servizi informatici, per permettere ad aziende di qualsiasi dimensione di costruire siti web, applicazioni e architetture innovative, in modo semplice. Ogni anno facciamo una conferenza a Las Vegas, chiamata “AWS re:Invent”: si tratta di un momento di condivisione in cui ci proponiamo nuove finalità e i clienti ci raccontano quello che hanno costruito. In Italia abbiamo cercato di creare questa rete di eventi in cui andiamo a raccontare tutte le novità del “re:Invent”, in varie città italiane. Dal 2009 sono partiti i primi Meetup, di cui il primo è stato proprio a Napoli».

Nell’ultima conferenza a Las Vegas sono stati lanciati nuovi servizi che possono essere sviluppati in modo accessibile grazie all’integrazione del mondo della robotica con il cloud computing, offerto da Amazon Web Services. Danilo offre alcuni esempi di varie aziende che ne usufruiscono: la robotica e la tecnologia in generale sono da sempre viste come mondi lontani o, comunque, per pochi. In questi casi, invece, si cerca di eliminare il “dislivello” tra azienda e consumatore.

A Napoli c’è “Fantagazzetta” di Quadronica S.R.L. che da anni, grazie al supporto dello Staff certificato AWS di VMEngine, sviluppa una serie di applicazioni mobile e non mobile incentrate sul fantacalcio. Tali servizi vengono utilizzati soprattutto in determinati momenti di picco, in cui è necessario saper gestirli. «Quando inizia il campionato centinaia di migliaia di persone accedono al medesimo servizio nello stesso tempo» spiega Danilo. «Con un’architettura tradizionale garantire la navigazione sarebbe molto costoso, se non impraticabile; grazie al cloud computing tali applicazioni possono, invece, crescere in modo elastico. Poiché il servizio è gratuito, è importante per l’azienda guadagnare con qualcosa che cresca solo con il traffico dati».

Ormai da oltre 10 anni il Team di VMEngine supporta le PMI Campane e non solo, nella corretta e funzionale adozione del cloud computing a supporto dei processi aziendali. Grazie all’esperienza acquisita nell’utilizzo dei servizi AWS, i Solution Cloud Architect di VMEngine sono in grado di ottimizzare al massimo le infrastrutture IT dei propri partner, consentendo loro di poter contare sull’affidabilità e sulla potenza del cloud provider numero uno al mondo, unita con l’innovazione tecnologica e di processo fondamentali per consentire al tessuto imprenditoriale Campano di rimanere competitivo con le sfide internazionali.

Insomma, la tecnologia non è un nemico e può, in alcuni casi, semplificarci la vita. Come, ad esempio, il servizio offerto dalla statunitense LEA che provvede alla costruzione di sistemi per aiutare le persone con problemi di mobilità. Questi apparecchi sono a tutti gli effetti dei robot: aggiungendo la possibilità di interagire con gli apparecchi elettronici, si può ricevere risposta vocale dal dispositivo. La voce può essere, tra l’altro, un metodo rassicurante per molti. La MusiXmatch di Bologna, invece, grazie al servizio di cloud computing appare unica nel suo genere. È un’app che consiglia musica ai suoi utenti attraverso algoritmi basati, più che sul genere musicale, sul testo della canzone. Chissà, magari saprebbe essere in grado di “leggere” quello che si ha dentro!

di Alessia Giocondo

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