Alle prossime amministrative “Caserta Decide”

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Una realtà politica territoriale del popolo e per il popolo

Il 2021 sarà un anno fondamentale per Caserta. Le ormai imminenti elezioni comunali, che si disputeranno verosimilmente il prossimo maggio, hanno già da tempo gettato in fermento cittadini e forze politiche, ridestando le veterane e facendone nascere di nuove. È proprio il caso di Caserta Decide. Forte di un titolo radicale ed emblematico, Caserta Decide è un progetto che nasce da una rete di cittadini, associazioni e realtà del territorio che desiderano riappropriarsi della decisionalità in merito a svariate questioni fondamentali per il casertano. L’obiettivo primario di questo movimento è discutere di temi nodali per lo sviluppo della città, elaborare proposte e rappresentarsi come realtà e soggetto politico in maniera indipendente senza la mediazione dei politici locali. Il tutto all’insegna di un’unica parola d’ordine: partecipazione. Ne abbiamo parlato con Francesco Alifano, attivista di Caserta Decide, che ci ha permesso di comprendere peculiarità e punti di forza di quello che potrebbe essere il programma politico che guiderà lo sviluppo di Caserta per i prossimi anni.

Francesco, com’è nato il movimento di Caserta Decide?
«Il movimento nasce in risposta all’attuale condizione in cui Caserta versa, da troppi anni gestita da un’amministrazione comunale completamente sorda e insensibile a qualsiasi proposta o tematica fondamentale, dal nostro punto di vista, per favorire lo sviluppo della città».
Un appello, quello del movimento, che ha riscosso un’attiva partecipazione della cittadinanza, destinata a diventare l’interlocutore fondamentale di questo movimento. «Il nostro obiettivo è che i cittadini collaborino in maniera attiva allo sviluppo della nostra proposta politica. Proprio in quest’ottica, abbiamo scelto di adottare un particolare modus operandi. Per interagire con la cittadinanza, abbiamo deciso di proporre dei questionari online relativi a tematiche che consideriamo dei fulcri del nostro programma. I primi due, per esempio, sono stati incentrati sulla mobilità e gli spazi culturali, per comprendere quale possa essere il punto di vista di chiunque voglia contribuire compilandoli. Lo step successivo è stato organizzare un’assemblea pubblica per ciascuna tematica (attualmente online), alla quale ha partecipato chiunque volesse avanzare sollecitazioni e proposte».

La risposta dei casertani non si è di certo fatta attendere: l’entusiasmo e le adesioni sono state innumerevoli, come gli obiettivi e le idee proposte durante le assemblee.
«In merito alla mobilità, il dibattito si è focalizzato su tutte le disfunzioni del trasporto pubblico casertano. Se in tempi più sereni erano già un grave disagio per i cittadini, la situazione epidemiologica attuale rende l’assenza di trasporti pubblici assenti o ridotti all’osso assolutamente disastrosa, se si considerano tutte le norme a cui ci si dovrebbe attenere per viaggiare in sicurezza. In relazione a questo particolare periodo storico, è inoltre emersa la necessità di pensare a un trasporto sostenibile, incrementando per esempio la presenza di piste ciclabili, punto nodale del nostro programma sulla mobilità». Dal punto di vista degli spazi culturali, invece, è stata decisiva l’adesione di tutte le associazioni culturali e teatrali sparse capillarmente sul territorio e da anni impegnate nella diffusione della cultura: «dall’incontro in merito agli spazi culturali è emersa la necessità di un rapporto sinergico fra amministrazione comunale e associazioni locali, che dovrebbero diventare le effettive protagoniste del settore culturale casertano ma che, tuttavia, non riescono a instaurare un dialogo proficuo con l’amministrazione che dovrebbe coinvolgerle nelle proprie iniziative, ascoltandone i bisogni».

Il percorso di formazione di Caserta Decide, ovviamente, non finisce qui. I punti da discutere e definire saranno ancora molti, sempre nell’ottica di rendere la cittadinanza protagonista. Una politica dal popolo, del popolo e per il popolo. E che Caserta Decida!

di Teresa Coscia

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