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É allarme siccità con il 60% di precipitazioni in meno rispetto alla media storica e con 2 gradi di temperatura in più rispetto agli ultimi anni; l’agricoltura italiana rischia di subire danni mai registrati in precedenza.

Secondo alcune stime, i danni ammonterebbero a circa 6 miliardi di euro. Per il raccolto del grano la Coldiretti stima un calo del 30%, per quello duro usato per la pasta e del 20% per quello tenero, utilizzato per il pane, mentre per quanto riguarda il mais siamo ad un -45%.
Nei campi e nelle serre ingenti sono i danni per frutta e verdura, con ustioni che in alcune zone arrivano a provocare la perdita del 70% del raccolto: peperoni, meloni, angurie, albicocche, pesche, pomodori e melanzane le più colpite.
Non sono da meno le risaie dove si stima una perdita del 30%, e la produzione di latte, dove il calo supera il 20% a causa delle temperature elevatissime (l’ideale si attesterebbe attorno ai 22/24 gradi).
Non si salva neppure la produzione di vongole; infatti nel Delta del Po, una delle maggiori realtà produttive d’Europa, i danni sono di milioni di euro con aumenti del circa 40%. Si prospettano dunque mesi difficili per il comparto alimentare, al quale va inevitabilmente aggiunto l’aumento per quanto riguarda i costi di produzione.
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