Allacciate le cinture, si parte: torna il Primo Maggio, libero e pensante!

Primo Maggio Taranto

Saper sorridere nelle battaglie è capacità per pochi, ed è capacità del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti di Taranto che dal 2012 si batte per scopi ben precisi: riconversione e rinascita del territorio, rivendicare i propri diritti senza dover cedere a ricatti, far tornare a splendere la perla spartana della Puglia.

Torniamo un attimo indietro: nel 2012, a bordo di un’ape car, un gruppo di Tarantini fa irruzione in Piazza della Vittoria dove si teneva una manifestazione di Cgil, Cisl e Uil. Proprio in quei giorni nasce il comitato che da sempre si definisce apartitico e spontaneo; non comprende soltanto operai dell’Ilva, perché appunto non è solo Ilva: riunisce precari, disoccupati, studenti, professionisti, ed ogni singolo cittadino che vuole realmente impegnarsi per cambiare le cose ed invitare a riflettere su cosa si consuma in quella città dimenticata dalle istituzioni.

Nel 2013 si tiene il primo concertone di Taranto, completamente differente dal classico Primo Maggio romano. Nessuna sponsorizzazione, tutto completamente autofinanziato dalla vendita di gadgets e da contributi volontari dei cittadini. Gli artisti che scelgono di suonare per il concerto, lo fanno perché sposano la causa sociale del comitato e non percepiscono alcun compenso, se non il rimborso spese per viaggio e soggiorno.

A Taranto, nel giorno della festa del lavoro, si sale sul palco non solo per cantare in allegria ma soprattutto per parlare: i cittadini partecipano attivamente a dibattiti, sono liberi di dare la propria voce a quei microfoni e far arrivare il loro grido a chi avrebbe dovuto accoglierlo già da tempo.

Si sale sul palco per ricordare alle istituzioni che il diritto alla salute non è una barzelletta: Taranto, martoriata dall’Ilva, piange numerose vittime e non ha un polo oncologico. Per ricordare che la terra è veleno e l’aria è irrespirabile; che le persone rischiano la vita per il loro lavoro, e che a tutt’ oggi quel mostro di fabbrica va ancora abbattuto.

Ma la vera forza si vede nella coerenza e nella capacità di tenere la corda tesa. Lo scorso anno infatti, in occasione delle elezioni comunali, il comitato decise di non “regalare” il primo maggio ai Tarantini: la manifestazione non doveva essere in alcun modo oggetto di strumentalizzazione a fini politici; il primo maggio è di Taranto e non del comune di Taranto, è ben diverso.

Noi di Informare abbiamo avuto modo di fare quattro chiacchiere con Virginia Rondinelli, esponente del comitato nonché persona squisita e determinata, che ci ha raccontato del ritorno di questo concerto con grande entusiasmo. Quest’anno saliranno sul palco artisti di particolare calibro come Emma Marrone ed Irene grandi insieme ad esponenti del panorama indie italiano come Colapesce, Brunori Sas, Modena City Ramblers, oltre alla presenza dell’attrice Teresa De Sio ed alla presentazione di un documento politico, sotto la direzione artistica dell’attore Michele Riondino e dei musicisti Roy Paci e Diodato, da sempre al fianco del comitato e attivi sostenitori del progetto.

Virginia ci ha parlato insieme ad altri membri del loro impegno che non si limita alla manifestazione una volta l’anno, ma si tiene vivo ogni singolo giorno. Un ex operaio Ilva dice che non si può e non si deve morire per lavorare, una donna dice che per una mammografia lì a Taranto, si fa prima a restarci secchi. Una realtà dura e disgustosamente amara, che si affianca a quella che si vive anche sotto i nostri passi.

«Sul palco di Taranto sono salite anche le mamme della terra dei fuochi» ricorda Virginia. Le mamme della terra dei fuochi accanto alle madri della terra dell’acciaio, unite dallo stesso desiderio di giustizia. Quello del comitato è un grande esempio: riconvertire il paese è possibile, basta volerlo tutti insieme. Loro ci pensano quando si trovano a dover affrontare i cosiddetti “wind day”, quando il loro nome si accoda ad infinite liste d’attesa per una visita che magari è anche banale.

Noi ci pensiamo quando camminiamo su terre che nascondono veleni, quando vediamo colonne di fumo in lontananza e quando sotto l’asfalto in realtà il mondo si corrode. Due realtà a cui noi pensiamo, ma di cui se ne parla sempre troppo poco. Ci pensiamo, ma sempre col sorriso e senza darci per sconfitti: il comitato, è un po’ tutti noi. A Taranto si canta, si fa politica, si “festeggia” il Primo Maggio, ma soprattutto si riflette su cosa accade quando ci si ritrova a fare i conti con chi si dimentica dei diritti, e delle vite altrui. La festa dei lavoratori si avvicina, divertiamoci anche noi con i Tarantini, ma stringiamoci anche in un abbraccio simbolico, perché l’unione fa la forza ed è in questa unione che potremo avere giustizia.

di Daniela Russo

About Daniela Russo

Nasce a Napoli nel 1996. Dimostra sin da piccola di avere propensione e passione per la scrittura e le materie umanistiche. Si diploma all' Istituto professionale turistico "Vincenzo Corrado" con una valutazione di 90/100. Nel 2018 termina la stesura del suo primo libro e si avvicina al giornalismo scrivendo per il magazine "Informare".