Alimenti efficaci nel trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna

330
informareonline-ipertrofia
Pubblicità

L’ipertrofia prostatica benigna (IPB) è un disturbo unicamente maschile, caratterizzato dall’aumento delle dimensioni della prostata, a causa dell’incremento numerico delle cellule che costituiscono i tessuti.

In conseguenza all’iperplasia, si ha la formazione di noduli che premono contro l’uretra ed aumentano la resistenza al flusso di urina. La complicazione più frequente dell’IPB è la difficoltà alla minzione.
A sua volta, questo disturbo determina un’ipertrofia progressiva del muscolo della vescica (aumento dello spessore cellulare e del tessuto) e la conseguente instabilità o debolezza (atonia).
L’IPB aumenta i livelli di antigene prostatico specifico (PSA) ed il grado di infiammazione.
La crescita prostatica adenomatosa inizia approssimativamente a 30 anni di età. Il 50% degli uomini mostra i primi segni a 50 anni, diventando clinicamente significativa nel 40-50% dei maschi.

Figura-ellagitannini
Svariati tipi di alimenti (melograno, uva, noci, frutti di bosco) contengono specifiche molecole, definite “ellagitannini”, che sono descritte dalla letteratura scientifica come le principali responsabili della protezione contro l’IPB.

In realtà, la ricerca scientifica ha recentemente dimostrato che gli ellagitannini sarebbero trasformati dai microrganismi intestinali in piccoli metaboliti, definiti “urolitine”, ai quali sarebbe da imputare il vero e proprio effetto di protezione dall’IPB. Infatti, il nome urolitine deriverebbe proprio dalla capacità di tali molecole di esplicare una protezione antinfiammatoria a livello dell’apparto urogenitale.
Uno studio condotto presso il Duke University Medical Center (North Carolina, USA) ha valutato gli effetti del succo di melograno e di capsule contenenti un estratto di ellagitannini da melograno, in soggetti maschili con valori elevati di PSA. Ebbene, il succo di melograno ha dimostrato di rallentare significativamente la tendenza all’aumento dei livelli di PSA in circa il 55% dei pazienti, mentre l’assunzione di capsule portava il numero degli stessi pazienti al 76%.
Tali studi scientifici sono l’ennesima dimostrazione di come la sola alimentazione, integrata con formulazioni naturali, a base di estratti concentrati ottenuti da alimenti, può prevenire l’insorgenza di patologie, anche gravi, evitando di ricorrere a complesse e costose terapie farmacologiche, spesso costellate da numerosi e spiacevoli effetti collaterali.

Pubblicità

di Gian Carlo Tenore

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°199
NOVEMBRE 2019

Print Friendly, PDF & Email
Pubblicità